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La Cappella Bardi, Santa Croce, Firenze. Gli affreschi di Giotto di Bondone narrano fatti della vita di san Francesco secondo la Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio

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La Cappella Bardi, Santa Croce, Firenze. Gli affreschi di Giotto di Bondone narrano fatti della vita di san Francesco secondo la Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio [3]

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La Cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze

   
   

La cappella Bardi è la prima a destra della Cappella Maggiore della basilica di Santa Croce a Firenze. Contiene un ciclo di pitture su parete di Giotto, databile al 1325 circa e dedicato a San Francesco d'Assisi.

Storia

Realizzata una decina d'anni dopo la vicina cappella Peruzzi, fu commissionata dai ricchi mercanti e banchieri fiorentini dei Bardi ed è considerata il testamento artistico del grande pittore, nel quale si trova una summa della sua opera pittorica, sebbene le pitture siano rovinate in più punti per diversi fattori succedutisi nel tempo, a partire proprio dalla tecnica di pittura, in larga parte a secco, dovuta alla necessità di contenere i tempi d'esecuzione in un momento in cui il pittore, celebre in tutta Italia e oltre, non riusciva a far fronte a tutte le richieste, delegando molto alla bottega.[6]

Citata sia dal Ghiberti che dal Vasari, nel Settecento doveva essere ormai in uno stato di conservazione molto precario, anche a causa delle infiltrazioni e delle ripetute alluvioni che più volte avevano allagato la basilica. Fu quindi imbiancata nel 1714 e riscoperta dal 1852, quando venne restaurata con pesanti integrazioni di Gaetano Bianchi, oggi rimosse e conservate in ambienti attigui alla sagrestia della stessa chiesa. Solo nel 1937 poté essere liberato anche l'affresco sopra l'arcone di ingresso. Le pitture, già danneggiate dall'inserimento di monumenti sepolcrali e nascoste dalle ridipinture, vennero saggiate scoprendo un buono stato della superficie pittorica originale. Restaurate nel 1958-1959, sono oggi in condizioni migliori di quelle della vicina cappella Peruzzi[1].

La maggioranza della critica ritiene i lavori della Cappella Bardi autografi del maestro, seppure con aiuti, tra i quali sono stati fatti i nomi di Maso di Banco e del Maestro di Figline[1].

Per quanto riguarda la datazione, quasi tutta la critica è concorde nell'assegnare le scene a una fase di poco successiva a quella della cappella Peruzzi, all'interno del medesimo momento stilistico. Un prezioso termine post quem è offerto dalla rappresentazione di san Ludovico di Tolosa con l'aureola, essendo stato canonizzato solo nel 1317. Inoltre opere della fine degli anni venti e dell'inizio degli anni trenta, sia del maestro (Polittico Baroncelli, affreschi nel transetto destro della basilica inferiore di Assisi), sia della scuola (opere Maso di Banco e altri collaboratori a Napoli) mostrano una dipendenza diretta dal ciclo Bardi[1].°

 

 

La Cappella Bardi e capella Peruzzi, basilica di Santa Croce, Firenze

La Cappella Bardi e capella Peruzzi, basilica di Santa Croce, Firenze [3]

 

La cappella Bardi è decorata con il primo ciclo di Storie di San Francesco fuori di Assisi. Sul transetto, la parete di ingresso reca la rappresentazione delle Stigmate di San Francesco e due busti in clipeo, nei pennacchi dell'arco di acceso, probabilmente raffigurano Adamo ed Eva.



Giotto, San Francesco riceve le stimmate, scena delle Storie di san Francesco, 1317-1325. Basilica di Santa Croce, parete del transetto sopra la cappella Bardi

Giotto, San Francesco riceve le stimmate, scena delle Storie di san Francesco, 1317-1325. Basilica di Santa Croce, parete del transetto sopra la cappella Bardi [1]

 

La scena delle stigmate venne scelta come episodio più rilevante della vita del santo e dipinto in un grande riquadro sopra l'arco di ingresso, La scena riprende quella di Assisi, con alcune differenze iconografiche.

ll piccolo vano rettangolare, di accentuato slancio verticale, è coperto da una volta a crociera in cui sono i clipei con le allegorie delle virtù francescane, Povertà, Castità e Obbedienza, completate probabilmente da San Francesco in gloria, oggi perduto; perduti sono anche gli otto santi in polilobi dell'intradosso dell'arco di ingresso (oggi sostituiti da sagome ottocentesche). Sulla parete di fondo, ai lati della finestra, quattro nicchie su due livelli ospitavano ognuna una figura stante: a sinistra San Lodovico di Tolosa, in alto, e Santa Chiara, in basso; a destra Santa Elisabetta d'Ungheria, in basso, e un altro santo (forse San Giorgio) ora perduto, in alto. Sulle pareti laterali sono rappresentate sei storie di San Francesco: a sinistra. dall'alto in basso, la Rinuncia agli averi, l'Apparizione al capitolo di Arles e le Esequie di San Francesco; a destra, la Conferma della regola, la Prova del fuoco di fronte al sultano e l'Apparizione a frate Agostino e al vescovo di Assisi. La disposizione generale delle scene presuppone un punto di vista centralizzato ed uno scorcio da sotto in su.[2]

Giotto di Bondone, Apparizione al Capitolo di Arles, scena delle Storie di san Francesco, 1317-1325. Basilica di Santa Croce, parete sinistra della cappella Bardi Giotto di Bondone, Apparizione al Capitolo di Arles, scena delle Storie di san Francesco, 1317-1325. Basilica di Santa Croce, parete del transetto sopra la cappella Bardi Giotto di Bondone, la Morte di san Francesco (particolare), 1317-1325, Cappella Bardi, Basilica di Santa Croce, Firenze Giotto di Bondone, Esequie di san Francesco, 1317-1325, Cappella Bardi, Basilica di Santa Croce, Firenze

Immagini suggerite degli affreschi con scene della vita di Francesco nella Cappella Bardi,
Santa Croce, Firenze[1]

 

La cappella Bardi e la cappella Peruzzi subirono, nel XVIII secolo, un identico destino quando, nel 1730 per la cappella Bardi e nel 1758 per la Per uzzi, le pitture furono coperte con un 'imbiancatura a calce, probabilmente in sintonia col gusto predominante dell'epoca. Inoltre, durante i primi anni del XIX secolo, nelle pareti della cappella Bardi furono inseriti dei monumenti funebri che provocarono la perdita di ampie parti di pitture, in corrispondenza del primo ordine delle scene [2].

La Giotto di Bondone, scene della vita di San Francesco (parete nord), Cappella Bardi e capella Peruzzi, basilica di Santa Croce, Firenze   Giotto di Bondone, scene della vita di San Francesco (parete sud), Cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze  

La Giotto di Bondone, scene della vita di San Francesco (parete nord), Cappella Bardi e capella Peruzzi, basilica di Santa Croce, Firenze

 

 

Giotto di Bondone, scene della vita di San Francesco (parete sud), Cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze

 

 

Vi sono rappresentati in sei scene Episodi della vita di San Francesco e figure di santi francescani, che riprendono aggiornandoli in senso più espressivo gli stessi temi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi. Ciascuna parete mostra tre scomparti, divisi nella lunetta e due riquadri sui registri sottostanti. La lettura salta da una parete all'altra, dall'alto al basso.

All'esterno, sopra l'arcone, si trova inoltre l'episodio cardine delle Stimmate di san Francesco (390 x 370 cm)[1] e, entro due medaglioni, Adamo ed Eva. Il ciclo affrescato si legge dall'alto verso il basso.

Inizia sulla parete sinistra (parete nord):

San Francesco rinuncia alle vesti davanti al vescovo Guido e al padre Bernardone, 280 x 450 cm

Apparizione di san Francesco a sant'Antonio nel Capitolo di Arles , 280 x 450 cm

Esequie di san Francesco con l'incredulo Girolamo che cerca le stigmate, 280 x 450 cm

Sulla parete opposta (parete sud) sono raffigurati:

Approvazione della Regola (sulla lunetta),

Prova del fuoco davanti al Sultano, 280 x 450 cm

Visioni di frate Agostino e del vescovo Guido di Assisi, 280 x 450 cm


Interessante è notare come il Poverello compaia ormai senza barba, nonostante quanto tramandato dalle fonti e quanto già dipinto ad Assisi. Tale scelta si lega in tutta probabilità all'ottica revisionista della corrente conventuale, che tendeva a rivedere le tematiche pauperiste del fondatore e a modificarne l'immagine, rendendolo più "civile"[4].

 

 

Giotto di Bondone, (particolare), scena delle Storie di san Francesco, parete destra della cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze Giotto di Bondone, Visioni dell'ascensione di san Francesco (San Francesco appare a frate Agostino e al vescovo Guido di Assisi), scena delle Storie di san Francesco, 1317-1325. Basilica di Santa Croce, parete destra della cappella Bardi Giotto di Bondone, San Francesco predica davanti al sultano (Prova del fuoco), scena delle Storie di san Francesco, parete destra della cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze La Cappella Bardi, Santa Croce, Firenze. Affreschi di Giotto di Bondone

Visioni dell'ascensione di san Francesco (San Francesco appare a frate Agostino e al vescovo Guido di Assisi): il frate Agostino che si alza dal letto mentre il vescovo è ancora sdraiato nella stanza vicina, aiutato da due servi ai piedi del letto - affresco, 1325 ca.


   
   

Esequie di san Francesco

Nelle Esequie di san Francesco sono fuse tre scene: il compianto funebre del santo, attorniato dai compagni fraticelli, la verifica delle stigmate da parte del medico Girolamo e l'ascensione di Francesco, la cui anima viene portata in cielo in estasi da un gruppo d'angeli entro un nimbo.


Coppo di Marcovaldo, Storie di san Francesco

Nel 1595 venne posta sull’altare la pala con Storie di san Francesco attribuita a Coppo di Marcovaldo. La tavola del San Francesco Bardi costituisce una svolta nella rappresentazione del santo, sia per l'eccezionalità del corredo narrativo (sono presenti ben 20 storie), sia per il nuovo modo di presentare Francesco, non più connotato semplicemente come santo taumaturgo e guaritore (come avviene tipicamente per la promozione di un santo novello), ma come alter Christus, in quanto vive su se stesso la Passione di Cristo attraverso le Stimmate.

       
 
   
Giotto di Bondone, Esequie di san Francesco, e sull'altare la pala con Storie di san Francesco attribuita a Coppo di Marcovaldo, cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze

Giotto di Bondone, Esequie di san Francesco, e sull'altare la pala con Storie di san Francesco attribuita a Coppo di Marcovaldo, cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze [5]

 

Coppo di Marcovaldo, attr., San Francesco e venti episodi della sua vita, Dopo essere stato tenuto rinchiuso dal padre, François viene rilasciato dalla madre, Santa Croce, Firenze   Coppo di Marcovaldo, attr., San Francesco e venti episodi della sua vita, Francesco riceve le stimmate, Cappella Bardi, Santa Croce, Firenze  

Coppo di Marcovaldo, San Francesco e venti storie della sua vita, c. 1245-1250, Santa Croce, Firenze

Coppo di Marcovaldo, attr., San Francesco e venti episodi della sua vita, Dopo essere stato tenuto rinchiuso dal padre, François viene rilasciato dalla madre, Santa Croce, Firenze

 

 

Coppo di Marcovaldo, attr., San Francesco e venti episodi della sua vita, Francesco riceve le stimmate, Cappella Bardi, Santa Croce, Firenze

 

 

Coppo di Marcovaldo, San Francesco e venti storie della sua vita, c. 1245-1250, Santa Croce, Firenze

 

 

     
Giotto di Bondone, San Francesco rinuncia alle vesti davanti al vescovo Guido e al padre Bernardone, 1317-1325, Cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze Giotto di Bondone, Approvazione della Regola, affresco, 1317-1325, Cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze   Giotto di Bondone - Scenes from the Life of Saint Francis - 3. Apparition at Arles - WGA09305

Rinuncia dei beni

 

 

 

Giotto di Bondone, Approvazione della Regola

 

 

 

Giotto di Bondone, Apparizione di san Francesco a sant'Antonio nel Capitolo di Arles

 

Giotto di Bondone, Prova del fuoco davanti al Sultano, delle Storie di san Francesco,
parete destra della cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze

  Giotto di Bondone, Esequie di san Francesco con l'incredulo Girolamo che cerca le stigmate, 1317-1325, Cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze   Giotto di Bondone - Scenes from the Life of Saint Francis - 7. Vision of the Ascension of St Francis - WGA09315

Giotto di Bondone, Prova del fuoco davanti al Sultano, Cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze

 

 

Giotto di Bondone, Esequie di san Francesco

 

 

Giotto di Bondone, Visioni dell'ascensione di san Francesco (San Francesco appare a frate Agostino e al vescovo Guido di Assisi)

 

Giotto di Bondone, Apparizione al Capitolo di Arles, scena delle Storie di san Francesco, 1317-1325. Basilica di Santa Croce, parete sinistra della cappella Bardi   Giotto di Bondone, Esequie di san Francesco (particolare), Cappella Bardi, Basilica di Santa Croce, Firenze    

Giotto di Bondone, Apparizione al Capitolo di Arles, scena delle Storie di san Francesco, 1317-1325. Basilica di Santa Croce, parete sinistra della cappella Bardi

 

 

Giotto di Bondone, Esequie di san Francesco (particolare), Cappella Bardi, Basilica di Santa Croce, Firenze

 

   
Giotto di Bondone, Visioni dell'ascensione di san Francesco (San Francesco appare a frate Agostino e al vescovo Guido di Assisi), scena delle Storie di san Francesco, 1317-1325. Basilica di Santa Croce, parete destra della cappella Bardi        

Giotto di Bondone, Visioni dell'ascensione di san Francesco (San Francesco appare a frate Agostino e al vescovo Guido di Assisi)

 

       


 

[1] Maurizia Tazartes, Giotto, Rizzoli, Milano 2004. , p. 116.
[2] Cecilia Frosinini, Le esequie di San Francesco - Giotto, Cappella Bardi, 2013, in "Maestri e capolavori", Edizioni l'Orbicolare | www.academia.edu [Cecilia Frosinini (Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro, Direttore Settore Restauro Pttlure Murali. Firenze]
[3] Foto di jean louis mazieres, publicato ato sotto la licenza Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic- Creative Commons.
[4] Luciano Bellosi, Giotto, in Dal Gotico al Rinascimento, Scala, Firenze 2003., p. 163.
[5] Foto di Kwong Yee Cheng, publicato ato sotto la licenza Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic- Creative Commons.
[6] Quando con esattezza l’artista, con i suoi collaboratori, abbia eseguito a Firenze il ciclo di pitture commissionate dai Bardi, ricchi banchieri, non si sa. Si presume tra il 1323 e il 1328. Certamente dopo il 1317, anno in cui fu canonizzato Ludovico da Tolosa che nel ciclo di affreschi appare con l’aureola. Proprio per la presenza del santo, vescovo e francescano francese, principe della casa reale d’Angiò, altri pensano che il ciclo risalga a un periodo più tardo, dopo il 1333, in seguito al soggiorno napoletano dell’artista.

 

 

Bibliografia

Maurizia Tazartes, Giotto, Rizzoli, Milano 2004.

Edi Baccheschi, L'opera completa di Giotto, Rizzoli, Milano 1977.

Luciano Bellosi, Giotto, in Dal Gotico al Rinascimento, Scala, Firenze 2003. ISBN 88-8117-092-2

Guida d'Italia, Firenze e provincia ("Guida Rossa"), Edizioni Touring Club Italiano, Milano 207.

Progetto Giotto. Tecnica Artistica e Stato di Conservazione delle Pitture Murali nelle cappelle Peruzzi e Bardi a Santa Croce, a cura di Cecilia Frosinini, Firenze 2017



 

Giotto di Bondone, Ludovoco da Tolosa, sulla parete di fondo della cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze

Giotto di Bondone, Ludovoco da Tolosa, sulla parete di fondo della cappella Bardi, basilica di Santa Croce, Firenze

Art in Tuscany | Giotto di Bondone | The Bardi Chapel in Santa Croce




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