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Domenico di bartolo, governo degli infermi, 1440-41, 01.jpg

N L Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]


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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena
   
   

Il Santa Maria della Scala è un complesso museale di Siena, situato in piazza del Duomo 2, proprio davanti alla cattedrale. Già uno dei più antichi e grandi ospedali europei, fu uno dei primi xenodochi ed oggi, esaurite le proprie funzioni sanitarie, è uno dei più importanti centri museali e culturali della città.
La spazio maggiormente caratterizzante l'ospedale medievale è senza dubbio il pellegrinaio, grande ambiente a sviluppo longitudinale destinato ad accogliere quanti si rivolgevano alla struttura ricettiva. [2]

Il Pellegrinaio

Il Pellegrinaio contiene uno dei più importanti cicli di affreschi del Quattrocento senese, a cui lavorarono Domenico di Bartolo, Pietro d'Achille Crogi, Priamo della Quercia, Lorenzo Vecchietta e, dopo il 1570, Giovanni di Raffaele Navesi; esso illustra la missione dell'ospedale, spesso con scene, uniche in Europa, della vita quotidiana al suo interno, che rappresentano straordinari documenti storici, oltreché artistici.

L'affresco Governo e cura degli infermi (1440-1441) è uno dei capolavori più celebri di Domenico di Bartolo, situato nella corsia monumentale del Pellegrinaio all'interno dell'antico Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena.
Si tratta di una testimonianza visiva straordinaria della medicina medievale e dell'avanguardia assistenziale della Siena del Quattrocento, dove l'unione tra rigore scientifico e carità cristiana veniva celebrata attraverso un linguaggio prospettico tipico del primo Rinascimento.
L'affresco che si trova nella quinta campata a sinistra, di Domenico di Bartolo, mostra un ospedale medievale con medici, frati e infermieri, dettagliando la vita ospedaliera del 1378.[2]

Brogi - Siena - Spedale di Santa Maria della Scala - Governo e cura degl'infermi, Domenico di Bartolo, gelatina ai sali d'argento/ carta baritata [Fototeca Zeri, Fondazione Federico Zeri]

Brogi - Siena - Spedale di Santa Maria della Scala - Governo e cura degl'infermi, Domenico di Bartolo, gelatina ai sali d'argento/ carta baritata [Fototeca Zeri, Fondazione Federico Zeri] [3]

 

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441)

Tra tutti gli affreschi del Pellegrinaio questo è senz'altro il più conosciuto e quello che forse meglio illustra l'attività svolta all'interno dell'ospedale. La critica ha identificato nei due ambienti che si incrociano al centro della scena le attuali sale del Passeggio e di San Pio. Attraverso una attenta lettura di questo dipinto gli studiosi hanno potuto fornire una puntuale ricostruzione di alcuni ambienti dell'ospedale, documentandone minuziosamente la vita quotidiana, scandita fin dall'inizio del Trecento dalle rigorose disposizioni statutarie. Al centro sono posti il rettore, i frati dell'ospedale e, al loro fianco, il chirurgo. Sulla sinistra è invece rappresentata la medicina fisica con un assistente che sta adagiando un malato sulla barella e due medici che si stanno consultando sulle urine contenute nel recipiente di vetro. Al centro, più in basso, un giovane ferito a una coscia viene lavato da un inserviente prima dell'intervento. Sulla destra un monaco sta confessando un paziente, mentre due inservienti stanno trasportando una barella.°

La scena si svolge in un grande ambiente a sviluppo longitudinale, coperto da un soffitto a travi sorrette da mensoloni: quasi al centro, sopra la chiave di volta dell'arco, campeggiano gli stemmi del capitano del Popolo, la Balzana e quello di Carlo d'Agnolino Bartoli, rettore del Santa Maria e poi vescovo della città [4]. Questo dettaglio ha permesso di identificare con una certa sicurezza l'ambiente: si tratta del pellegrinaio realizzato nel 1378, il cui soffitto ligneo, era stato realizzato sotto il rettorato di Carlo d'Angnolino.[2]


Album fotografica

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare controllo liquidi biologici e rifacimento del letto, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare controllo liquidi biologici e rifacimento del letto, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]

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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare malato su barella a, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena

All'estrema sinistra, un inserviente (riconoscibile dal camice bianco; i fratelli laici indossano il rosso) si prende cura di un paziente molto magro e livido, offrendogli un po' di conforto, se possibile, su una barella simile a quella su cui giace lo sfortunato. [5]


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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare malato su barella, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]

Quest'ultimo, in un gesto di sincera angoscia, si aggrappa al braccio del suo temporaneo benefattore. Sullo sfondo, un medico e il suo assistente, con in mano una provetta per un campione di urina, stanno formulando una diagnosi visiva ("Postea saignare, ensuitea purgare…"). [5]


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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare ferita, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]

In primo piano vediamo un uomo coperto dal solo perizoma, con un'ampia ferita sanguinante sulla coscia destra; ha un piede in una bacinella di rame, mentre l'altro è asciugato da un frate ospedalieroc


Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare, bacinella, brocca, ciabatte,
Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare, bacinella, brocca, ciabatte,
Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]

Un vecchio paziente morente


Un frate o chierico dell'ospedale è chinato sul capezzale di un vecchio paziente morente per ascoltare le sue ultime parole e amministrargli i sacramenti (confessione ed estrema unzione).
Accanto al letto del malato, Domenico di Bartolo inserisce una delle prime e più straordinarie nature morte della pittura rinascimentale italiana: sul comodino e a capo del letto si notano oggetti quotidiani descritti minuziosamente, tra cui dei contenitori, una ciotola e persino un melograno diviso in due, simbolo cristiano di resurrezione e della passione di Cristo.



Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare malato, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare un vecchio paziente morente, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]

Questo realismo serviva a illustrare come l'istituzione senese non si occupasse solo della salute del corpo (come si vede in primo piano con i medici che analizzano le urine o curano le ferite), ma garantisse una macchina assistenziale completa, volta anche alla salvezza dell'anima.

In basso a destra, in primo piano, un cane e un gatto si sfidano a distanza sul pavimento geometrico, inserendo una nota di realismo domestico che smorza la solennità della scena e sottolinea la quotidianità del luogo.


File:Domenico di bartolo, governo degli infermi, 1440-41, 12 cane e gatto.jpg

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare, cane e gatto,
Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]

Collocati in primo piano sul pavimento prospettico, gli animali fungono anche da indicatore spaziale per dare profondità e guidare l'occhio dello spettatore verso l'interno della corsia dove si muovono medici, frati e barellieri.
La presenza dei due animali domestici racchiude diverse sfumature simboliche e stilistiche. L'interazione tra i due animali (spesso descritti in procinto di litigare o confrontarsi a terra) inserisce una nota di vivace e aneddotica quotidianità domestica, tipica del naturalismo del primo Rinascimento, che va a stemperare la solennità e la drammaticità del contesto ospedaliero.


Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare, corsia ospedaliera dietro grata,
Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena
Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare, corsia ospedaliera dietro grata,
Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]

All'estremità della destra dell'affresco troviamo due inservienti, distinti per età e per particolari dell'abbigliamento, stanno portando un catalco su cui è adagiato un drappo con i simboli della Scala. Dietro gli inservienti si intravede un moribondo disteso nel letto con la testa fasciata. Un frate agostiniano, dall'enorme mole piegata sul malato, sta probabilmente ascoltando una confessione.[2]


Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare medici, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare medici,
Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]

Al centro della scena si erge l'immagine del Rettore, figura decisamente centrale sotto ogni aspetto. Vestito con un camice beige chiaro e con il berretto nero, sovrintende attentamente al regolare svolgimento delle operazioni in sala operatoria, circondato dai membri dell'équipe che lo assistono quotidianamente.
Alla sua destra, il chirurgo avanza, pinze in mano, per eseguire l'operazione di sutura della ferita.


Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare medici, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare medici,
Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]

L'affresco, potrebbe anche fare riferimento a un avvenimento contemporaneo, ossia la presenza a Siena, da marzo a settembre 1443, del pontefice Eugenio IV con tutta la curia, ospite in un palazzo adiacente a Santa Maria della Scala. Sono stati letti alcuni frammenti (che sembravano compromessi) del cartiglio tenuto in mano dal papa, che documenta parte di una preghiera per la festa dell'Annunziata, ricorrenza importantissima per l'ospedale, celebrata due settimane dopo l'arrivo di Eugenio IV a Siena.

 

   
   

Mappa  Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena | Enlarge map

 

 

 

 
   

Pellegrinaio di Santa Maria della Scala

Descrizione

 

Il pellegrinaio è composto da sei campate, di cui la prima decorata frammentariamente e l'ultima risalente, come si è già accennato, al 1570 circa con affreschi aggiunti coevamente. L'architettura è composta da volte a crociera a tutto sesto, poggiano su peducci con originali capitelli corinzi a ceppo, di evidente influenza oltremontana, come peraltro la struttura longitudinale della sala.

Affreschi

Il ciclo affrescato si trova sulle quattro campate centrali del Pellegrinaio, anche se nella prima rispetto alla piazza si possono intravedere ancora alcune tracce di affresco, da riferire probabilmente a precedenti dipinti raffiguranti le Storie di Tobia del Vecchietta e di Luciano di Giovanni da Velletri.

Il soggetto degli affreschi era la storia e la missione dell'ospedale, rappresentata con un modello di riferimento che non era più costituito quello dei cicli religiosi su più registri, ma piuttosto quello delle composizioni profane che prevalentemente illustravano cicli cavallereschi o comunque storie "civili" nelle pareti delle sale di rappresentanza delle dimore private o nei saloni dei palazzi pubblici. Questa revisione in chiave rinascimentale voleva svincolare i soggetti degli affreschi dalle tematiche religiose e concentrare l'attenzione sull'illustrazione dei miti laici della fondazione dell'istituzione o sulla realistica rappresentazione delle opere di pietà che quotidianamente ne contraddistinguevano la vita.

Lo stesso uso della prospettiva, che crea fondali fantasiosi ma realistici, fu una scelta fortemente innovativa, anticipatrice addirittura rispetto ai fiorentini, che l'avevano inventata circa venticinque anni prima ma che, a dispetto dei primi pionieri, faticava a radicarsi.

Le volte invece furono affrescate dal bolognese Agostino di Marsilio con santi (negli arconi) e profeti (nelle vele), tra il 1440 e il 1462. L'ultima campata è cinquecentesca anche nella volta.Gli affreschi del Pellegrinaio non solo rappresentano un ciclo quattrocentesco di grande originalità e suggestione, ma sono anche una testimonianza iconografica unica in Europa sulla vita ospedaliera dell'epoca, con descrizioni minute dei costumi, degli oggetti e dei fondali architettonici. Dal primo affresco a sinistra e procedendo in senso orario troviamo:

Lorenzo Vecchietta, Sogno della madre del Beato Sorore (1441)

Domenico di Bartolo, L'elemosina del Vescovo(Costruzione delle mura dello spedale) (1442-1443)

Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442)

Domenico di Bartolo, Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale (1442)

Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il grano (1575-1577)

Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il denaro (1575-1577)

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441)

Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1441)

Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442)

Domenico di Bartolo, Pranzo dei poveri (1443-1444)

 

 

 


Pellegrinaio, Spedale di Santa Maria della Scala, Siena

Pellegrinaio di Santa Maria della Scala

 


 

 

 

Pilgrim's Hall - Santa Maria della Scala - Siena 2016

 

   

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare medici, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena

Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare medici, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena[1]

 

Affreschi Sagrestia Vecchia di Santa Maria della Scala

 

   
Hospital Scala sacristía, Madonna della Misericordia di Domenico di Bartolo   Domenico di Bartolo, Madonna della misericordia, Madonna del manto, 1444, affresco staccato, frammento laterale slnistro, Sagrestia Vecchia   Domenico di Bartolo, Madonna della misericordia, 1444, affresco staccato, frammento laterale destro, Sagrestia Vecchia, Santa Maria della Scala, Siena

Madonna della Misericordia di Domenico di Bartolo

 

 

 

Domenico di Bartolo, Madonna della misericordia, Madonna del manto, 1444, affresco staccato, frammento laterale slnistro, Sagrestia Vecchia

 

 

 

Domenico di Bartolo, Madonna della misericordia, 1444, affresco staccato, frammento laterale destro

Spedale di Santa Maria della Scala   Pellegrinaioi, con i solfitti di Agostino di Marsiglio e i murales di Domenico di Bartolo, fu un reparto fino al 1983   Siena, Ospedalei Santa Maria della Scala

Spedale di Santa Maria della Scala

 

 

Pellegrinaioi, con i solfitti di Agostino di Marsiglio e i murales di Domenico di Bartolo, fu un reparto fino al 1983

 

 

 

Siena, Ospedalei Santa Maria della Scala



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Itinerari e idee per visitare la Toscana | Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia



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Bibliografia

Il complesso museale del Santa Maria della Scala a Siena, incluso il celebre Pellegrinaio , è oggetto di continui interventi di recupero, restauro e valorizzazione . Il masterplan, curato da Luca Molinari , stabilisce modelli integrati di conservazione, inclusa la gestione dei cicli pittorici del Pellegrinaio. [1, 2, 3]
Progetti in Corso: Il comune di Siena ha approvato progetti esecutivi (a fine 2024-2025) per il restauro di portoni lignei e sedute esterne, inseriti nel piano opere pubbliche 2025/2027.
Il Bullettino Senese di Storia Patria (2016) contiene una recensione degli atti della giornata di studio sul Pellegrinaio del 26 novembre 2010, utile per approfondimenti storici e tecnici.


[1] Foto di Sailko, licenziato in base ai termini della licenza  CC BY 3.0, Collegamento.
[2] Fonte: Pellegrinaio, Governo degli infermi, Santa Maria della Scala | www.santamariadellascala.com
[3] Nel Catalogo della Fondazione Federico Zeri dell'Università di Bologna, l'opera e la sua documentazione fotografica storica sono censite all'interno del fondo della Fototeca, che raccoglie i materiali di studio del celebre storico dell'arte.
Fondazione Zeri, Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi | catalogo.fondazionezeri.unibo.it
[4] Carlo di Angiolino Bartoli nacque a Siena nella prima metà del XIV secolo in una nobile famiglia appartenente all'Ordine dei Dodici. Ordinato sacerdote in giovane età, conseguì la laurea in diritto canonico nel 1369. Il 26 luglio 1410 fu eletto rettore dell'Ospedale Santa Maria della Scala e nominato cavaliere da Luigi II d'Angiò. Rinnovò i capitoli dell'ospedale senese e pose sotto la sua giurisdizione gli ospedali di Radicofani nel 1412, di Todi nel 1417 e di Buonconvento nel 1421. Il 27 settembre 1427 fu eletto vescovo di Siena e lo stesso giorno consacrato da papa Martino V.
[5] Domenico di Bartolo, « Governo e cura degli infermi » – Guide artistique de la Province de Sienne | www.provincedesienne.com

 

 

° Questo articolo è basato sull' articolo Pellegrinaio di Santa Maria della Scala dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.