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Il Santa Maria della Scala è un complesso museale di Siena, situato in piazza del Duomo 2, proprio davanti alla cattedrale. Già uno dei più antichi e grandi ospedali europei, fu uno dei primi xenodochi ed oggi, esaurite le proprie funzioni sanitarie, è uno dei più importanti centri museali e culturali della città.
La spazio maggiormente caratterizzante l'ospedale medievale è senza dubbio il pellegrinaio, grande ambiente a sviluppo longitudinale destinato ad accogliere quanti si rivolgevano alla struttura ricettiva. [2]
Il Pellegrinaio
Il Pellegrinaio contiene uno dei più importanti cicli di affreschi del Quattrocento senese, a cui lavorarono Domenico di Bartolo, Pietro d'Achille Crogi, Priamo della Quercia, Lorenzo Vecchietta e, dopo il 1570, Giovanni di Raffaele Navesi; esso illustra la missione dell'ospedale, spesso con scene, uniche in Europa, della vita quotidiana al suo interno, che rappresentano straordinari documenti storici, oltreché artistici.
Il sogno della madre del Beato Sorore è raffigurato nell'affresco La storia di Sorore (1441) dipinto da Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, situato nella Sala del Pellegrinaio dello Spedale di Santa Maria della Scala a Siena.
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena
[Brogi — Siena - Spedale di S. M. della Scala - La vestizione delle oblate; Priamo di Piero della Quercia, gelatina ai sali d'argento/ carta baritata [Ed.ni Brogi, Fondazione Federico Zeri] [2]
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442)
L'episodio rappresenta l'investitura del rettore dell'ospedale da parte del beato Agostino Novello, ritenuto tradizionalmente l'autore del primo statuto del Santa Maria della Scala, redatto nel 1305. L'ospedale in realtà già da molto tempo eleggeva i propri rettori e quindi la raffigurazione è da ritenere puramente simbolica e tesa a rappresentare degnamente la figura, divenuta immediatamente popolarissima, di questo celebre beato senese legato all'ospedale. L'affresco di Priamo della Quercia - una delle poche opere conosciute del pittore - fratello del grande scultore Jacopo, è il più modesto dell'intero ciclo del Pellegrinaio. Il pittore cercò infatti di adeguare il proprio timbro alle novità rinascimentali di Domenico di Bartolo e del Vecchietta. La scena dell'investitura si svolge di fronte al Duomo - ben visibile sul fondo - entro un loggiato rinascimentale, alla presenza, oltreché del rettore investito con l'ampio mantello, di un personaggio sulla sinistra vestito sontuosamente che potrebbe essere identificato o nell'imperatore Sigismondo che soggiornò a lungo a Siena nel 1432 o, più probabilmente, nell'imperatore greco Giovanni Paleologo che partecipò con il suo seguito al concilio di Firenze del 1439.°

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L'affresco Investitura del rettore dell'ospedale illustra un momento chiave della storia istituzionale e simbolica del complesso ospedaliero, concentrandosi sul valore etico della veste. La scena rappresenta il momento simbolico in cui il Beato Agostino Novello consegna l'abito e conferisce l'incarico al rettore dell'ospedale.
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare, il beato agostino novello consegna l'abito al rettore, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]
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La scena mostra il frate agostiniano, beato Agostino Novello, mentre impone l'abito e consegna il mandato al nuovo rettore dell'ospedale. Il rettore è raffigurato inginocchiato davanti al frate in segno di sottomissione e devozione.
Il fulcro simbolico del dipinto risiede nel cambio d'abito. Il rettore sveste i ricchi e sfarzosi abiti civili per ricevere la cosiddetta "veste buia", un mantello scuro e privo di ornamenti. Questo gesto rappresenta l'abbandono della vanità mondana e l'assunzione di una funzione di puro servizio e umiltà verso i malati e i pellegrini.
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare le massime cariche della comunità ospedaliera, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]
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Attorno ai due protagonisti assistono alla cerimonia le massime cariche della comunità ospedaliera, tra cui canonici, oblati e altri religiosi, ritratti con espressioni solenni e abiti caratteristici dell'ordine.
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena][1]
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Il rettore è raffigurato inginocchiato davanti al frate in segno di sottomissione e devozione.
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare,. Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1
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Gli storici dell'arte sottolineano che la scena non offre una rappresentazione fedele di un evento realmente accaduto nel 1442. Dopotutto, Agostino Novello visse e morì molto prima (nel 1309); Di conseguenza, l'affresco riveste un notevole peso cerimoniale e politico. Il suo scopo era quello di legittimare l'autonomia e la nobile tradizione spirituale della *Spadale*, facendo riferimento ai suoi fondatori e mecenati. [4]
l'imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo
Nell'affresco, la figura di spicco sulla sinistra con la toga verde e il caratteristico berretto o turbante orientale è stata identificata come l'imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo (talvolta associato anche all'imperatore Sigismondo di Lussemburgo).[4] La sua presenza nell'affresco è puramente simbolica e anacronistica. Si tratta di un riferimento al Concilio di Firenze (1439), dove l'imperatore bizantino era presente in Italia e fece grande impressione sugli artisti contemporanei per via del suo abbigliamento esotico e del copricapo. Includendolo nell'opera, l'intento era quello di sottolineare ulteriormente il prestigio internazionale e la sovranità dell'ospedale senese.
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare dell'imperatore bizantino Giovanni VIII PaleologoPellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]
L'inclusione di Giovanni VIII Paleologo tra gli spettatori di questa cerimonia è storicamente un anacronismo (Agostino Novello visse molto prima), ma assolveva a una funzione simbolica e di prestigio.
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare angelo con viola,
Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare stemma santa maria della scala, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare, angelo con liuton, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]
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La scena è incorniciata da un arco decorato, con Adamo ed Eva nelle nicchie inferiori, a fare riferimento al peccato originale, e la Balzana che sventola sopra la nicchia. La figura di Eva potrebbe essere opera di Domenico di Bartolo.[4] |

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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare Eva, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]
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L'intero ciclo del Pellegrinaio celebra l'autonomia e la sacralità delle funzioni civili dell'ospedale. Inserire la storia dell'umanità (dalla Creazione e dalla Caduta di Adamo ed Eva fino alle istituzioni caritatevoli del Quattrocento) serve a legittimare il ruolo del Rettore: egli non è solo un amministratore politico, ma una figura provvidenziale inserita nel grande piano divino di assistenza e salvaguardia della comunità senese.[4]
Nella tradizione iconografica medievale e del primo Rinascimento, il leone posto sotto i piedi di una figura biblica (in modo simile ai leoni stilofori o ai rilievi dei pulpiti) simboleggia la sottomissione delle passioni terrene, della superbia e del peccato
. Mentre Eva rappresenta l'origine della caduta dell'umanità e della fragilità della carne attraverso il cedimento alla tentazione, il leone schiacciato o posto alla sua base indica la forza morale necessaria per domare e vincere le forze demoniache e la corruzione del mondo.
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare leone sotto Eva, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]
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Pellegrinaio di Santa Maria della Scala
Descrizione |
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Il pellegrinaio è composto da sei campate, di cui la prima decorata frammentariamente e l'ultima risalente, come si è già accennato, al 1570 circa con affreschi aggiunti coevamente. L'architettura è composta da volte a crociera a tutto sesto, poggiano su peducci con originali capitelli corinzi a ceppo, di evidente influenza oltremontana, come peraltro la struttura longitudinale della sala.
Affreschi
Il ciclo affrescato si trova sulle quattro campate centrali del Pellegrinaio, anche se nella prima rispetto alla piazza si possono intravedere ancora alcune tracce di affresco, da riferire probabilmente a precedenti dipinti raffiguranti le Storie di Tobia del Vecchietta e di Luciano di Giovanni da Velletri.
Il soggetto degli affreschi era la storia e la missione dell'ospedale, rappresentata con un modello di riferimento che non era più costituito quello dei cicli religiosi su più registri, ma piuttosto quello delle composizioni profane che prevalentemente illustravano cicli cavallereschi o comunque storie "civili" nelle pareti delle sale di rappresentanza delle dimore private o nei saloni dei palazzi pubblici. Questa revisione in chiave rinascimentale voleva svincolare i soggetti degli affreschi dalle tematiche religiose e concentrare l'attenzione sull'illustrazione dei miti laici della fondazione dell'istituzione o sulla realistica rappresentazione delle opere di pietà che quotidianamente ne contraddistinguevano la vita.
Lo stesso uso della prospettiva, che crea fondali fantasiosi ma realistici, fu una scelta fortemente innovativa, anticipatrice addirittura rispetto ai fiorentini, che l'avevano inventata circa venticinque anni prima ma che, a dispetto dei primi pionieri, faticava a radicarsi.
Le volte invece furono affrescate dal bolognese Agostino di Marsilio con santi (negli arconi) e profeti (nelle vele), tra il 1440 e il 1462. L'ultima campata è cinquecentesca anche nella volta.Gli affreschi del Pellegrinaio non solo rappresentano un ciclo quattrocentesco di grande originalità e suggestione, ma sono anche una testimonianza iconografica unica in Europa sulla vita ospedaliera dell'epoca, con descrizioni minute dei costumi, degli oggetti e dei fondali architettonici. Dal primo affresco a sinistra e procedendo in senso orario troviamo:
Lorenzo Vecchietta, Sogno della madre del Beato Sorore (1441)
Domenico di Bartolo, L'elemosina del Vescovo(Costruzione delle mura dello spedale) (1442-1443)
Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442)
Domenico di Bartolo, Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale (1442)
Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il grano (1575-1577)
Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il denaro (1575-1577)
Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441)
Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1441)
Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442)
Domenico di Bartolo, Pranzo dei poveri (1443-1444)
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Pellegrinaio di Santa Maria della Scala

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Affreschi Sagrestia Vecchia di Santa Maria della Scala
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Madonna della Misericordia di Domenico di Bartolo
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Domenico di Bartolo, Madonna della misericordia, Madonna del manto, 1444, affresco staccato, frammento laterale slnistro, Sagrestia Vecchia
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Domenico di Bartolo, Madonna della misericordia, 1444, affresco staccato, frammento laterale destro |
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Spedale di Santa Maria della Scala
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Pellegrinaioi, con i solfitti di Agostino di Marsiglio e i murales di Domenico di Bartolo, fu un reparto fino al 1983
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Siena, Ospedalei Santa Maria della Scala |

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Itinerari e idee per visitare la Toscana | Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia
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Bibliografia
Il complesso museale del Santa Maria della Scala
a Siena, incluso il celebre Pellegrinaio
,
è oggetto di continui interventi di recupero, restauro e valorizzazione
. Il masterplan, curato da Luca Molinari
, stabilisce modelli integrati di conservazione, inclusa la gestione dei cicli pittorici del Pellegrinaio. [1, 2, 3]
Progetti in Corso:
Il comune di Siena ha approvato progetti esecutivi (a fine 2024-2025) per il restauro di portoni lignei e sedute esterne, inseriti nel piano opere pubbliche 2025/2027.
Il Bullettino Senese di Storia Patria (2016)
contiene una recensione degli atti della giornata di studio sul Pellegrinaio del 26 novembre 2010, utile per approfondimenti storici e tecnici.

[1] Foto di Sailko, licenziato in base ai termini della licenza CC BY 3.0, Collegamento.
[2] Fonte: Pellegrinaio, Percorso 4, Santa Maria della Scala | www.santamariadellascala.com
[3] Nel Catalogo della Fondazione Federico Zeri
dell'Università di Bologna, l'opera e la sua documentazione fotografica storica sono censite all'interno del fondo della Fototeca, che raccoglie i materiali di studio del celebre storico dell'arte.
Fondazione Zeri, Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1442-1443) | catalogo.fondazionezeri.unibo.it
Licenza Immagini: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International.
[4] Friedhelm Scharf, Indagini iconografiche sugli affreschi del Pellegrinaio in S. Maria della Scala a Siena | Acta ad archaeologiam et artium historiam pertinentia, Vol. 19 No. 5 N.S., pp. 165-194, 2005 Sacro e profano.
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 International License.
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° Questo articolo è basato parzialmente sull' articolo Pellegrinaio di Santa Maria della Scala dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. |
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