Il Pellegrinaio |
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Il Pellegrinaio contiene uno dei più importanti cicli di affreschi del Quattrocento senese, a cui lavorarono Domenico di Bartolo, Pietro d'Achille Crogi, Priamo della Quercia, Lorenzo Vecchietta e, dopo il 1570, Giovanni di Raffaele Navesi; esso illustra la missione dell'ospedale, spesso con scene, uniche in Europa, della vita quotidiana al suo interno, che rappresentano straordinari documenti storici, oltreché artistici.
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Domenico di Bartolo, veduta del ciclo di affreschi del Pellegrinaio, Spedale di Santa Maria della Scala, Siena [4]
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Dal primo affresco a sinistra e procedendo in senso orario troviamo:
Lorenzo Vecchietta, Sogno della madre del Beato Sorore (1441)
Domenico di Bartolo, L'elemosina del Vescovo(Costruzione delle mura dello spedale) (1442-1443)
Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442)
Domenico di Bartolo, Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale (1442)
Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il grano (1575-1577)
Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il denaro (1575-1577)
Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441)
Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1441)
Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442)
Domenico di Bartolo, Pranzo dei poveri (1443-1444)
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1 - Lorenzo Vecchietta, Sogno della madre del Beato Sorore (1441)
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| Nell'affresco il pittore ha raffigurato il sogno della madre del mitico fondatore dello Spedale (Sorore) la quale, prima ancora della nascita, avrebbe previsto la caritatevole vocazione del figlio e la sua responsabilità nella fondazione della prestigiosa istituzione ospedaliera. I bambini abbandonati alle cure dell'ospedale, i “gettatelli”, sono raffigurati mentre stanno salendo una scala, fino a giungere al cospetto della Madonna, in modo da sottolineare l'educazione religiosa impartita al Santa Maria. Nella parte destra Sorore viene infatti ritratto nel momento in cui gli viene affidato il primo “gettatello”. Oltre a Masolino i riferimenti del Vecchietta per questo dipinto sono da ricercare nell'ambito della cultura fiorentina di primo Quattrocento in generale e in quella di Paolo Uccello e di Masaccio in particolare. Questa fu l'unica scena realizzata dal Vecchietta per il ciclo del Pellegrinaio; il pittore continuò comunque a lavorare per la committenza dell'ospedale e in particolare si occupò della decorazione del ciclo della Sagrestia Vecchia.°
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Lorenzo Vecchietta, Sogno della madre del Beato Sorore (1441) |
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Lorenzo Vecchietta, Storie del Beato sorore, 1441, Adamo ed Eva
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Lorenzo Vecchietta, Storie del Beato Sorore, particolare festoni e bucrani
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Lorenzo Vecchietta, Storie del Beato Sorore, particolare Caino e Abele
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Lorenzo Vecchietta, Storie del Beato Sorore, particolare, scala dei bambini accolti da Maria in cielo
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Lorenzo Vecchietta, Sogno della madre del Beato Sorore (1441)(dettagli), Spedale di Santa Maria della Scala, Siena
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2 - Domenico di Bartolo, L'elemosina del Vescovo (Costruzione delle mura dello spedale) (1442-1443)
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| Il pittore iniziò il proprio lavoro sulla parete opposta, subentrando probabilmente al Vecchietta quando quest'ultimo interruppe la decorazione del Pellegrinaio. Questa scena della “limosina”, rappresenta il fastoso corteo con al centro il vescovo a cavallo che sta per travolgere uno dei maestri che attendono al cantiere dell'ospedale. Di particolare interesse è proprio la minuziosa indagine sulla organizzazione di quest'ultimo, posto sulla destra, e l'aggiornato repertorio dell'abbigliamento dei personaggi. Il gigantesco edificio centrale e le altre architetture sembrano invece ostentare un repertorio di elementi ancora gotici uniti ad altri tipicamente rinascimentali, frutto forse di una qualche suggestione ricevuta dal pittore nei cantieri del nord.°
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Domenico di Bartolo, Elemosina del vescovo (1442-1443)
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Domenico di Bartolo, Elemosina del vescovo (1442-1443)(dettagli), Spedale di Santa Maria della Scala, Siena
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3 - Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442)
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| L'episodio rappresenta l'investitura del rettore dell'ospedale da parte del beato Agostino Novello, ritenuto tradizionalmente l'autore del primo statuto del Santa Maria della Scala, redatto nel 1305. L'ospedale in realtà già da molto tempo eleggeva i propri rettori e quindi la raffigurazione è da ritenere puramente simbolica e tesa a rappresentare degnamente la figura, divenuta immediatamente popolarissima, di questo celebre beato senese legato all'ospedale. L'affresco di Priamo della Quercia - una delle poche opere conosciute del pittore - fratello del grande scultore Jacopo, è il più modesto dell'intero ciclo del Pellegrinaio. Il pittore cercò infatti di adeguare il proprio timbro alle novità rinascimentali di Domenico di Bartolo e del Vecchietta. La scena dell'investitura si svolge di fronte al Duomo - ben visibile sul fondo - entro un loggiato rinascimentale, alla presenza, oltreché del rettore investito con l'ampio mantello, di un personaggio sulla sinistra vestito sontuosamente che potrebbe essere identificato o nell'imperatore Sigismondo che soggiornò a lungo a Siena nel 1432 o, più probabilmente, nell'imperatore greco Giovanni Paleologo che partecipò con il suo seguito al concilio di Firenze del 1439.°
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442) |
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare, il beato agostino novello consegna l'abito al rettore
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare del rettore raffigurato inginocchiato davanti al frate in segno di sottomissione e devozione
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare le massime cariche della comunità ospedaliera, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena |
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare leone sotto Eva |
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare angelo con viola
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442), particolare stemma santa maria della scala
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Priamo della Quercia, Investitura del rettore dell'ospedale (1442)(dettagli), Spedale di Santa Maria della Scala, Siena
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4 - Domenico di Bartolo, Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale, 1442-1444
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La scena rappresenta uno dei momenti fondamentali della vita dell'istituzione ospedaliera senese e precisamente quello della risoluzione - anche se temporanea - della “vertenza” tra i canonici della cattedrale e i frati laici che quotidianamente operavano, con dedizione assoluta, all'interno dell'ospedale. Celestino III attraverso una sua bolla dette infatti ragione ai laici (1193), consentendo loro di dare nuovo impulso, autonomia, migliore organizzazione all'ospedale, oltre alle possibilità di eleggersi il rettore. Anche per questa scena Domenico di Bartolo preferì uno spazio non precisamente identificabile nonostante gli evidenti riferimenti al pavimento del Duomo di Siena e una serie di elementi architettonici che richiamano direttamente i balconi e le case del Buongoverno di Palazzo Pubblico. L'artista sembrò puntare particolarmente l'attenzione sui caratteri dei vari personaggi - fortemente connotati e quindi probabilmente contemporanei al pittore - e sull'abbigliamento raffinato, prezioso e soprattutto rigorosamente alla moda del tempo.
L'affresco, potrebbe anche fare riferimento a un avvenimento contemporaneo, ossia la presenza a Siena, da marzo a settembre 1443, del pontefice Eugenio IV con tutta la curia, ospite in un palazzo adiacente a Santa Maria della Scala. Sono stati letti alcuni frammenti (che sembravano compromessi) del cartiglio tenuto in mano dal papa, che documenta parte di una preghiera per la festa dell'Annunziata, ricorrenza importantissima per l'ospedale, celebrata due settimane dopo l'arrivo di Eugenio IV a Siena.°
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Domenico di Bartolo, Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale,

Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale (particolare)
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Domenico di Bartolo, Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale (dettagli), Spedale di Santa Maria della Scala, Siena
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La decisione di ampliare la sala Pellegrinaio estendendola verso la valle a metà del XVI secolo causò la distruzione degli affreschi dipinti nel 1440 da Pietro di Giovanni d'Ambrogio sulla parete di fondo, traforata dalla finestra che forniva una scarsa luce alla sala.
Tra il 1575 e il 1577, due pittori, già chiamati a eseguire piccoli lavori, soprattutto in chiesa, ricevettero l'incarico di dipingere la decorazione dell'ultima campata. La qualità artistica delle due opere complementari, eseguite da Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaelle Navesi, non è particolarmente brillante; tuttavia, esse rivestono un reale interesse dal punto di vista iconografico. Entrambe raffigurano il momento del pagamento alle nutrici che allattano i trovatelli [1], in natura, mediante una certa quantità di grano proveniente dai granai (la grance) appartenenti all'Ospedale, oppure in denaro contante che i tesorieri registrano scrupolosamente nei registri.[5]
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5 - Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il grano (1575-1577)
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| A causa del prolungamento del Pellegrinaio verso valle furono distrutti gli affreschi della parete della finestra, realizzati da Pietro di Giovanni d'Ambrogio nel 1440. Tra il 1575 e il 1577, i due pittori chiamati dall'ospedale anche per lavori minori della chiesa e in altri ambienti, furono incaricati della decorazione dell'ultima campata. Pur non essendo di qualità particolarmente elevata, due dipinti - realizzati a quattro mani - risultano di un certo interesse sotto il profilo iconografico. Raffigurano infatti il momento del pagamento del salario alle balie che allattano i “gettatelli” dell'ospedale, corrisposto attraverso una certa quantità di grano proveniente dalle “grance” o attraverso il denaro che i tesorieri provvedevano puntualmente ad annotare nei registri dell'ospedale. L'allungamento delle figure, le grandi architetture e l'impianto compositivo generale del Navesi e del Crogi, richiamano direttamente la pittura tardomanierista fiorentina e il loro intento sembra quello di amplificare scenograficamente l'opera ospitaliera in favore dei bambini abbandonati.°
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Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il grano (1575-1577)
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Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il denaro (1575-1577), dettaglio
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Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il denaro (1575-1577), dettaglio putto con cane
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6 - Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il denaro (1575-1577)
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| Sebbene la maggior parte degli affreschi della sala risalga al XV secolo, le opere di Crogi e Navesi furono commissionate nella seconda metà del XVI secolo per decorare la nuova sezione della sala, sorta dopo l'ampliamento del Pellegrinaio verso la valle retrostante l'ospedale. Questo dipinto è collocato simmetricamente accanto a un altro affresco degli stessi artisti, "Pagamento delle infermiere con grano", realizzato negli stessi anni. L'opera illustra l'epoca in cui la direzione dell'ospedale pagava in contanti le infermiere (baliatiche) che si prendevano cura degli orfani o dei bambini abbandonati ricoverati in ospedale. |
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Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il grano (1575-1577)
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Pietro d'Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, Pagamento dei baliatici con il grano (1575-1577), particolari
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7 - Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441)
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| Tra tutti gli affreschi del Pellegrinaio questo è senz'altro il più conosciuto e quello che forse meglio illustra l'attività svolta all'interno dell'ospedale. La critica ha identificato nei due ambienti che si incrociano al centro della scena le attuali sale del Passeggio e di San Pio. Attraverso una attenta lettura di questo dipinto gli studiosi hanno potuto fornire una puntuale ricostruzione di alcuni ambienti dell'ospedale, documentandone minuziosamente la vita quotidiana, scandita fin dall'inizio del Trecento dalle rigorose disposizioni statutarie. Al centro sono posti il rettore, i frati dell'ospedale e, al loro fianco, il chirurgo. Sulla sinistra è invece rappresentata la medicina fisica con un assistente che sta adagiando un malato sulla barella e due medici che si stanno consultando sulle urine contenute nel recipiente di vetro. Al centro, più in basso, un giovane ferito a una coscia viene lavato da un inserviente prima dell'intervento. Sulla destra un monaco sta confessando un paziente, mentre due inservienti stanno trasportando una barella.°
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441) |
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), controllo liquidi biologici e rifacimento del letto
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare barella
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare malato su barella
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), ferita
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare, bacinella, brocca, ciabatte
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare, cane e gatto
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare, corsia ospedaliera dietro grata
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare medici |
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Domenico di Bartolo, Governo e cura degli infermi (1440-1441), particolare medici
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8 - Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1441)
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| L'affresco testimonia un'altra delle disposizioni statutarie trecentesche dell'ospedale: la distribuzione dei pani ai poveri e ai pellegrini. La scena si svolge all'interno della chiesa della Santissima Annunziata e anche in questo caso la puntualità di Domenico di Bartolo nella descrizione degli ambienti e dei particolari è sistematica, tanto da consentire una precisa ricostruzione sia di altri interni del Santa Maria, sia di importanti dettagli della facciata della cattedrale e della residenza vescovile. La distribuzione del pane e la vestizione dell'ignudo sintetizzano bene la caritatevole opera svolta dall'ospedale, con al centro della scena un giovane che sta indossando l'abito che gli viene donato e con un oblato che invece sta consegnando il pane ai fanciulli, ai pellegrini e ai mendicanti. Nella scena è inoltre presente il rettore che si sta togliendo il cappello di fronte all'elegante personaggio che sulla destra assiste alla scena.°
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Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1441)
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Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1442-1443), particolare il Rettore Buzzichelli, sollevando il berretto
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Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1442-1443), particolare del'uomo nudo al centro della scena
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Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1442-1443), (particolare della madre che stringe il bambino)
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Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1442-1443), (particolare uomo con barba lunga)
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Domenico di Bartolo,Distribuzione delle elemosine (1442-1443), particolare il Rettore Buzzichelli, sollevando il berretto
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Domenico di Bartolo,Distribuzione delle elemosine (1442-1443), (particolare dell'infermo disteso in primo piano)
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Domenico di Bartolo, Distribuzione delle elemosine (1442-1443), particolare, ruota di angeli con portaceri, sollevando il berretto, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena[1]
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9 - Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442)
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| La scena testimonia ulteriormente delle attività svolte dall'ospedale e regolate dallo statuto trecentesco: l'accoglienza, la cura, l'istruzione e il matrimonio dei bambini abbandonati. L'ospedale infatti non si limitava ad accogliere i “gettatelli” ma intendeva seguirli per tutta la vita, offrendo loro la possibilità di scegliere se dedicarsi al prossimo o di formarsi una famiglia fuori e inserirsi quindi a pieno titolo nella società. La scena illustra i vari momenti della vita dei fanciulli, da quando vengono accolti dalle forti braccia delle balie, allo svezzamento, all'istruzione - si noti sulla sinistra il severo atteggiamento del maestro - al gioco (in primo piano sempre sulla sinistra), fino al momento del matrimonio (in questo caso celebrato con abbigliamenti raffinati e degni di una scena di corte). Domenico di Bartolo qui non si limitò alla consueta analisi dei particolari, ma ribadì la lezione fiorentina di primo Rinascimento e le sue eleganti suggestioni cromatiche per la pittura “settentrionale”.°
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Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442)
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Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442) particolare balia e istruzione
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Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442) particolare raccolta uva
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Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442) particolare istruzione dei fanciulli
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Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442) particolare musicistei
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Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442) particolare matrimonio di una figlia dello spedale
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Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442) particolare sposo e uomo arrabbiato
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Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una figlia dello spedale (1441-1442) particolare, delle figure femminili che circondano la sposa
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Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442) particolare, tappeto caucasico
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Domenico di Bartolo, Accoglienza, educazione e matrimonio di una "figlia dello spedale" (1441-1442) particolare, lo sposo inserisce l'anello al dito della sposa
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Domenico di Bartolo, Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale (dettagli), Spedale di Santa Maria della Scala, Siena
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| 10 - Domenico di Bartolo, Pranzo dei poveri (1443-1444) |
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L'apertura di una finestra (ora tamponata) proprio al centro della lunetta ha purtroppo deturpato quest'ultimo affresco del ciclo. Come le altre scene della stessa parete, il dipinto illustra un'ulteriore disposizione statutaria dell'ospedale, e cioè l'ospitalità agli uomini anziani della città e del contado. Anche in questa occasione Domenico di Bartolo si soffermò sul raffinato abbigliamento di alcuni personaggi, sui vari particolari della mensa e sulla impostazione prospettica fortemente centralizzata, sottolineata da eleganti colonne, capitelli, arconi e cornici.
L'architettura dipinta non fa semplicemente da sfondo, ma organizza l'intera narrazione attraverso rigorose regole geometriche.
La figura centrale del povero si presenta fortemente spogliata, esibendo un corpo magro, emaciato e segnato dalla fame. L'uomo nudo rappresenta la miseria assoluta, la vulnerabilità umana e il concetto evangelico del Cristo incarnato negli ultimi. Il Pauper come figura cristologica.
Il rettore dell'ospedale accoglie l'uomo con un abbraccio caloroso, avvolto in abiti ricchi, opulenti e decorati. Simboleggia la carità istituzionale (limosina) e la missione morale dello Spedale. L'enfasi ostentata del gesto serve anche a celebrare e tramandare il prestigio politico e spirituale della dirigenza stessa.
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Domenico di Bartolo, Pranzo dei poveri (1443-1444)
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Domenico di Bartolo, Pranzo dei poveri (1443-1444), particolare cameriere, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena
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Domenico di Bartolo, Pranzo dei poveri(elemosina della corticella), (1443-1444), particolare della parte architettonica, Pellegrinaio, Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena
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Domenico di Bartolo, Pranzo dei poveri (1443-1444), particolare di un pover'uomo o pellegrino in piedi quasi nudo al centro della composizione |
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| Resti delle Storie di Tobia del Vecchietta e di Luciano diGgiovanni da Velletri, Pellegrinaio, Spedale di Santa Maria della Scala, Siena [1]
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Agostino di Marsiglio, le volte a crociera del Pellegrinaio
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Pellegrinaio di Santa Maria della Scala, volte affrescate da Agostino di Marsilio nel 1440-60 ca. [5]
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Le volte a crociera del Pellegrinaio (la sala dei pellegrini) nel complesso monumentale di Santa Maria della Scala furono dipinte tra il 1439 e il 1441 dal pittore bolognese Agostino di Marsiglio (noto anche come Agostino di Marsilio).
Mentre i famosissimi affreschi murali di Domenico di Bartolo e Il Vecchietta raffigurano la carità quotidiana e la storia dell’ospedale, il soffitto costituisce, per così dire, una controparte celeste.
La decorazione si estende su cinque campate e quattro archi di collegamento. Comprende in totale 56 raffigurazioni di santi, profeti, beati e personaggi dell’Antico Testamento. Sono inoltre presenti motivi decorativi vegetali e stemmi araldici.
Una caratteristica unica delle volte è che, oltre alle figure religiose, vi sono raffigurati anche i volti della comunità ospedaliera dell’epoca, tra cui le infermiere (balie) e i fratelli laici (oblati).
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Pellegrinaio di Santa Maria della Scala, volte affrescate da Agostino di Marsilio nel 1440-60 ca., testine [5]
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Galleria immagini Ospedale di Santa Maria della Scala
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Spedale di Santa Maria della Scala
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Pellegrinaioi, con i solfitti di Agostino di Marsiglio e i murales di Domenico di Bartolo, fu un reparto fino al 1983
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Siena, Ospedalei Santa Maria della Scala |
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Domenico di Bartolo, Pope Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale [3]
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Domenico di Bartolo, Pranzo dei poveri
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Galleria immagini Ospedale di Santa Maria della Scala, Siena
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Madonna della Misericordia di Domenico di Bartolo
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Domenico di Bartolo, Madonna della misericordia, Madonna del manto, 1444, affresco staccato, frammento laterale slnistro, Sagrestia Vecchia
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Domenico di Bartolo, Madonna della misericordia, 1444, affresco staccato, frammento laterale destro |
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Traveling in Tuscany | Ospedale Santa Maria della Scala
Bibliografia
Dr. Hugh Baron, The Hospital of Santa Maria della Scala, Siena, 1090-1990, published in the British Medical Journal, vol 301, 22-29 December 1990.
Maggie Bell, Health as Harmony: The Pellegrinaio Cycle of Santa Maria della Scala in Siena, 2021, in Health and Architecture: The History of Spaces of Healing and Care in the Pre-Modern Era, edited by Mohammad Gharipour.

° Questo articolo è basato parzialmente sull' articolo Pellegrinaio di Santa Maria della Scala dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.
[1] Photo by Rein Ergo for Traveling in Tuscany © All rights reserved
[2] Fonte: Pellegrinaio, Percorso 4, Santa Maria della Scala | www.santamariadellascala.com
[3] Foto di © José Luiz Bernardes Ribeiro, licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International.
[4] Foto di Zairon, licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International.
[5] Guide artistique de la Province de Sienne | Pietro d’Achille Crogi e Giovanni di Raffaele Navesi, « Pagamento dei baliatici con il grano »| www.provincedesienne.com
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