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Il "Chiostro di San Marco a Firenze" dedicato a Sant'Antonino Pierozzi, si trova nel Museo di San Marco ed è un complesso conventuale noto per gli affreschi del Beato Angelico e per il ruolo centrale nella storia di Firenze. Nel XVII secolo, in onore dell'arcivescovo Sant'Antonino, furono aggiunti un ciclo di lunette che raccontano le sue storie.
Superato il vano della biglietteria, il percorso museale inizia dal chiostro detto "di Sant'Antonino", costruito da Michelozzo prima del 1440 con quattro lati porticati e coperti da volte a crociera sorrette da slanciate colonne. Vi si affacciano da ovest in senso antiorario rispettivamente la chiesa, l'antico ospizio, la sala del refettorio e quella del Capitolo, accanto alla quale si trova anche l'accesso che porta al Cenacolo del Ghirlandaio, al lapidario, alle scale per il piano superiore ed all'uscita.°
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Le decorazioni più antiche sono quelle eseguite ad affresco da Beato Angelico in corrispondenza delle cinque lunette ogivali sulle porte che danno sul chiostro (la lunetta della porta della chiesa è staccata e si trova nella sala del Lavabo): San Pietro Martire che ingiunge il silenzio (sagrestia), San Domenico che mostra la regola dell'Ordine, San Tommaso d'Aquino con la Summa, Cristo pellegrino accolto da due domenicani e Cristo in pietà. Particolarmente significativo è poi il grande affresco, sempre dell'Angelico, della Crocifissione con san Domenico, nell'angolo nord-ovest.°
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Beato Angelico, san Domenico col libro della regola, 1441-43 ca., Chiostro di Sant'Antonino, Museo di San Marco
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Beato Angelico, Cristo in pietà, Chiostro di Sant'Antonino, Museo di San Marco
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Beato Angelico, San Tommaso d'Aquino con la Summa, 1442, Chiostro di Sant'Antonino, Museo di San Marco
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La lunetta San Tommaso d'Aquino con la Summa si trovava sopra la porta della sala dell'Ospizio, dove in origine venivano accolti i pellegrini più umili (a differenza degli ospiti di una certa importanza alloggiati nella foresteria). San Tommaso d'Aquino mostra un libro aperto con la Summa Theologiae ed è un evidente richiamo per i frati e i loro ospiti alla dottrina teologica dell'Ordine.
Le altre lunette del chiostro mostrano altri due santi spesso ritratti dall'Angelico: san Domenico, il fondatore, e san Pietro Martire.
La lunetta San Pietro Martire che ingiunge il silenzio, si trovava sopra la porta della sagrestia e mostra uno dei santi guida dell'ordine domenicano osservante, Pietro da Verona, che con il dito fa cenno di silenzio, una delle regole dell'Ordine.°
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Beate Angelico, Cristo pellegrino accolto da due domenicani, affresco, 1442 circa, Museo di San Marco [2]
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La lunetta Cristo pellegrino accolto da due domenicani, si trovava sopra la porta della refettorio e mostra la trasposizione domenicana del tema del Cristo pellegrino in Emmaus. A sinistra infatti si vedono due frati domenicani (riconoscibili dal saio bianco e nero), che accolgono Cristo con i tipici attributi del pellegrino: il cappello (lasciato sulla schiena per non intralciare l'aureola), la veste di pelle animale e soprattutto il bordone, il lungo bastone.
L'affresco, sebbene in condizioni di conservazione non ottimali, è caratterizzato dal senso del volume impresso alla figura, che si staglia sullo sfondo come se si stesse affacciando. L'artista mise in atto anche alcuni accorgimenti ottici per facilitare questo effetto. Lo stile generale è semplice e frugale, privo di vistosi elementi decorativi, vista la destinazione conventuale dell'opera.
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Beate Angelico, San Pietro Martire che ingiunge il silenzio, affresco, 1442, Museo di San Marco [2]
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San Domenico in adorazione di Cristo Crocifisso
Il grande affresco San Domenico in adorazione di Cristo Crocifisso è il primo che si vede, oggi come allora, dirimpetto all'entrata. La figura di Cristo troneggia su un'alta croce su uno sfondo arido e deserto, composto da un semplice terreno e un cielo genericamente azzurro.
Durante la ridecorazione del chiostro a cavallo tra XVI e XVII secolo, l'affresco venne affiancato da due figure dei Dolenti (Maria e san Giovanni). In un periodo imprecisato nel XVII secolo l'affresco venne ritagliato ai lati per adattarlo a una cornice barocca che ancora oggi si vede.
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| Beato Angelico, San Domenico in adorazione di Cristo Crocifisso, 1442 circa, affresco, 340 × 155 cm, Museo nazionale di San Marco, Firenze [2]
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Storie della vita e dei miracoli di sant'Antonino Pierozzi
La decorazione del chiostro ad affresco venne in larga parte completata con le lunette tra la fine del Cinquecento e primi decenni del Seicento, con un ciclo dedicato alle Storie della vita e dei miracoli di sant'Antonino Pierozzi, da un team di artisti tra i quali Bernardino Poccetti. Ciascuna lunetta riporta un cartiglio che descrive la scena e l'arme del committente. Tra le scene più efficaci quelle del Poccetti (Sant'Antonino eletto arcivescovo di Firenze, sul lato est), quelle di Lorenzo Cerrini (Predica di sant'Antonino, lato est, e Sant'Antonino assolve dalla censura gli Otto di Balia, sul lato nord), di Alessandro Tiarini (Consacrazione della chiesa di San Marco, lato nord).
La lunetta Sant'Antonino eletto arcivescovo di Firenze di Bernardino Poccetti
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| Bernardino Poccetti, Sant'Antonino eletto arcivescovo di Firenze,, yra 1608 e 1609, affresco, 340 × 155 cm, Museo nazionale di San Marco, Firenze [2]
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Il chiostro aveva anticamente le pareti coperte da lapidi e iscrizioni, che vennero quasi completamente rimosse ed oggi si trovano soprattutto in un ambiente sotterraneo del museo, accessibili su richiesta per gli studiosi.
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Saint Antoninus cloister West google.com/maps
Chris Fischer, Fra Bartolomeo e il suo tempo, in La chiesa e il convento di San Marco, Volume secondo, Firenze, Cassa di Risparmio di Firenze, 1990
Silvia Andalò, Creature acquatiche del Museo di San Marco. Una passeggiata tra storie, arte e natura | museodisanmarco.blog
A. D’Addario, Antonino Pierozzi, Santo, in Dizionario biografco degli italiani, vol. 3, Roma, 1961, https://www.treccani.it/enciclopedia/santo-antonino-pierozzi_ (Dizionario-Biografco)/ (ultimo accesso 9 settembre 2020).

[1] Foto di Prof. Mortel, disponibile in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.0 Internazionale. Foto originale su www.flickr.com.
[2] Photo by Sailko, licensed under the Creative Commons Attribution 3.0 Unported license.
[3] Photo byRufus46, licensed under the Creative Commons Attribution 3.0 Unported license.
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