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Davide Lazzaretti

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Davide Lazzaretti

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Monte Amiata | Davide Lazzaretti, il ribelle dell'Amiata 

   
   

Io sono, e chi egli sia nol so, ma sono
Colui che essere dovrò chi ero in prima.
Ma prima me non conoscevo me stesso,
Ma or che conosco me, non so chi egli ero,
E colui ch'era in me, non è più meco.
Perché or son Seco a chi con me prim'era,
Ed essendo Seco, opro con Seco,
Ed egli opra con me, come opro in lui,
E lui opra con me come in sé stesso,
Per cui me stesso opro in voler di lui. [3]


David Lazzaretti (o Davide Lazzaretti ) nacque ad Arcidosso il 06 novembre 1834 e vi morì, ucciso, il 18 agosto 1878. Lazzaretti fu l’ispiratore di un movimento religioso chiamato giurisdavidico.


   
   

Mappa Monte Labbro | Ingrandire mappa


 
   

Biografia

   

Nacque a Arcidosso, sul Monte Amiata, nella povera famiglia contadina di Giuseppe e di Faustina Biagioli. Dal 1873 egli stesso mutò il proprio cognome da Lazzeretti in Lazzaretti, in riferimento non solo al personaggio evangelico, ma anche a quello del romanzo di Giuseppe Rovani Manfredo Pallavicino, un Lazzaro Pallavicino preteso discendente dei re taumaturghi di Francia.

Ben presto racconta di sogni e visioni, che si alternavano ad una vita dissoluta. Visioni che al momento non modificarono una vita di ordinaria povertà e da giovane scapestrato, che conduceva come barrocciaio, trasportando terra di Siena da Arcidosso a Grosseto e Siena e anche fino a Roma. Si sposò nel 1856 e ebbe cinque figli, nel 1859 si arruolò nella cavalleria piemontese, prendendo parte nel 1860 alla battaglia di Castelfidardo contro le truppe pontificie.


 

 

Le visioni e la fondazione della Chiesa giurisdavidica

 



Davide Lazzaretti

 

Egli racconta che da visioni avute verso il 1868, ebbe l'annuncio di una grande missione da compiere, che egli avrebbe dovuto esporre al papa, per poi condurre una vita di eremitaggio e di predicazione. La sua missione presso Pio IX, nel 1869, un anno prima della presa di Porta Pia e della fine del potere temporale, non ebbe alcun successo, ma egli si ritirò egualmente nell'eremo quattrocentesco, abbandonato, di Sant'Angelo, presso Montorio Romano. Qui maturò la mistica imposizione simbolica che distinse successivamente il suo credo e il suo operato: il segno di due lettere C rovesciate e di una croce, emblema rappresentativo di una futura chiesa cristiana.

Tornato ad Arcidosso e raccolti fra la popolazione di quelle montagne numerosi seguaci, in breve tempo, dal 1870 al 1872, fondò tre istituti religiosi con il consenso delle autorità ecclesiastiche che videro in lui «lo strumento per una resistenza culturale, popolare, al nuovo Stato italiano».[1] I tre edifici furono costruiti sulle pendici del monte Labbro, sulla cui cima sorse una nuova chiesa: la Santa Lega aveva finalità assistenziali, la Società delle famiglie cristiane prevedeva che i suoi aderenti lavorassero e mettessero in comune i loro beni secondo lo spirito originario delle chiese cristiane, mentre il Pio Istituto degli eremiti penitenzieri e penitenti era un'organizzazione strettamente religiosa, impregnata dello spirito millenaristico e messianico proprio della tradizione gioachimita, che attendeva l'avvento di un prossimo regno dello Spirito Santo.

Predicò nei piccoli borghi di Zancona e delle Macchie e poi fece proseliti in tutta la Toscana e persino in Francia, dove si recò nel 1873: il suo pensiero si collegava infatti ad un filone rivelazionista e messianico tipicamente francese, che auspicava la restaurazione della monarchia capetingia. Si proclamava "Re dei re" e Unto del Signore, mettendo in atto un carisma di grande rilievo. Dal suo eremo sull'isola di Montecristo, dove si ritirava più volte, un giorno ritornò ad Arcidosso con una bandiera rossa sulla quale era scritto La Repubblica è il Regno di Dio. Il suo visionarismo socialista si assumeva quindi il compito di guidare l'umanità verso l'era dello Spirito Santo, improntata alla legge di Diritto dopo che si erano concluse l'era del Padre, caratterizzata dalla legge di Giustizia da quando Mosè aveva ricevuto i comandamenti, e l'era del Figlio, ovvero Gesù e l'era della legge di Grazia.

La sua comunità, chiamata Giurisdavidica, ossia del diritto di Davide, sembrò assumere i caratteri di un socialismo mistico e utopistico: egli prese le difese della Comune di Parigi e raccolse consensi anche da figure che, nella Chiesa, avevano posizioni sociali favorevoli ai ceti più deboli e diseredati, come San Giovanni Bosco, che lo ospitò e lo sostenne.

 



Davide Lazzaretti in cima al Monte Labbro

 

 

Casa dove morì Davide Lazzeretti alle Bagnore
Bagnore, La casa di Davide Lazzaretti

 

La vita del Lazzaretti si sarebbe conclusa tragicamente il 18 agosto 1878 in seguito ad un’ispirazione profetica. Venne disposta una processione che dal Monte Labbro giungesse in Arcidosso e lungo la strada si formò un corteo di 3000 persone ma quando entrarono nell’abitato trovarono uno schieramento di carabinieri ed in un momento di particolare tensione aprirono il fuoco uccidendo, colpito alla fronte, il Lazzaretti ed altre persone.[2] Gramsci scrive che fu fucilato; non un conflitto a fuoco, i Giurisdavici erano disarmati.
David Lazzaretti non aveva ancora 44 anni.

 
Placca Davide Lazzaretti

 

La repressione

 

Placca Davide Lazzaretti

 

L'attività di Lazzaretti e della sua comunità mise in allarme sia la Chiesa cattolica che lo Stato italiano: nel marzo 1878 la Chiesa cattolica, per mano del Sant'Uffizio, lo condannò come eretico, lo scomunicò e mise all'Indice i suoi scritti; ma egli proseguì la sua attività e si proclamò "Cristo Duce e Giudice", affermando di essere venuto a completare la rivelazione cristiana, in una forma di autoesaltazione non insolita nei predicatori inclini ad esigenze mistiche e ad attese religiose.

Leggere di più

 

 

Il Centro Studi David Lazzaretti

 

   
David Lazzaretti

Il Centro Studi David Lazzaretti in Arcidosso

 

Il centro studi David Lazzaretti è un'istituzione nata ad Arcidosso, volta a documentare e divulgare la storia inerente alla vicenda del movimento religioso ottocentesco di David Lazzaretti. Il centro dispone di una vasta raccolta di libri e documenti sulla figura del Lazzaretti e di una sezione espositiva aperta al pubblico situata nella rocca aldobrandesca di Arcidosso.
Il Centro Studi ebbe origine nel contesto delle manifestazioni organizzate nel 1978 dal Comune di Arcidosso in collaborazione con il Canzoniere Internazionale, Leoncarlo Settimelli e Laura Falavolti, per il centenario della morte di David Lazzaretti.

 

Mostra

David Lazzaretti, il Messia dell’Amiata - Cimeli e documenti
Castello aldobrandesco, Arcidosso

31 luglio 2017 - 31 agosto 2018

Per informazioni: Pro loco Arcidosso: 0564 968084 | www.prolocoarcidosso.it

Comune di Arcidosso – Piazza Indipendenza 30 · 58031 Arcidosso

 

   

Galleria fotografica Monte Amiata

Galleria fotografica Monte Amiata e Monte Labbro

 

 

   
Monte Labbro   Arcidosso, Monte Labbro, Panorama   Monte Labbro, Eremo Lazzaretti

Monte Labbro

 

  Arcidosso, Monte Labbro, Panorama   Monte Labbro, Eremo Lazzaretti
ArcidossoTorreGiurisdavidicaMonteLabbro8
  Arcidosso, Torre Giurisdavidica, on the top of Monte Labbro   ArcidossoMonteLabbroEremoLazzaretti02
Remains of the ruin of the tower Torre Giurisdavidica, on top of Monte Labbro  

Torre Giurisdavidica, on the top of Monte Labbro

 

  Torre Giurisdavidica, Monte Labbro

Trekking sul Monte Amiata | Sentieri per scoprire le meraviglie del Monte Amiata 

Da Roccalbegna a Monte Labbro | 14,52 km | gpx

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Dal parco faunistico del Monte Amiata alla cima del Monte Labbro [LUNGHEZZA: circa 6,5 Km. DURATA: 3 ore circa] 

ArcidossoMonteLabbroEremoLazzaretti11   Arcidosso, Torre Giurisdavidica, Monte Labbro   Arcidosso, Monte Labbro, near the tower Torre Giurisdavidica, on top of Monte Labbro
Torre Giurisdavidica, Monte Labbro   Arcidosso, Torre Giurisdavidica, Monte Labbro  

Monte Labbro, near the tower Torre Giurisdavidica, on top of Monte Labbro

 

Cicloturismo nella Maremma in Toscana 


19. I tre passi - 30.7 km

ARCIDOSSO - MONTELATERONE - BIVIO MONTICELLO AMIATA - LOCALITÀ ALTETA - BIVIO MONTE AQUILAIA - VALICO BUCETO - BIVIO MONTE LABBRO - LOCALITÀ MERIGAR - LOCALITÀ AIOLE - ARCIDOSSO

20. Verso le sorgenti dell’Albegna - 37.8 km

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Podere Santa Pia è situata in una posizione eccellente, a due minuti dallo splendido borgo Castiglioncello Bandini. Un’oasi di totale relax in una posizione incantevole. Podere Santa Pia è un casale posto su due livelli, circondato da un giardino impreziosito da querce secolari e da un terreno circostante di proprietà. La casa è posta in collina con una bella vista che spazia sulla campagna maremmana, fino al mare e Isola Montecristo.

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Colline sotto Podere Santa Pia
Podere Santa Pia
 

Colline sotto Podere Santa Pia

 

   
         



Franco Pitocco, «LAZZARETTI (Lazzeretti), David», in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 64, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005

Davide Lazzaretti, Visioni e profezie, Lanciano, R. Carabba, 1913.




[1]  F. Pitocco, Lazzaretti David, in «Dizionario biografico degli Italiani», LXIV, ad vocem.
[2] Carlo Fruttero, Massimo Gramellini, La patria bene o male, Mondadori, Milano, 2010, p.43
[3] Filippo Imperiuzzi, Storia di Davide Lazzaretti, profeta di Arcidosso, Siena, Tipografia Nuova, 1905, pp. 472-475
[4] Il movimento giurisdavidico di David Lazzaretti - La Fratellanza Giurisdavidica


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