Albarese | Parco Naturale delle Maremma

Capalbio


Colline Metallifere


la costa Toscana

Crete Senesi

         
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

Grosseto


Manciano


Montagnola Senese

         Walking in the Montagnola senese


Montalcino

Monte Amiata

         Walking on Monte Amiata


Montepulciano

Prato

Scansano

Siena

          Fonti di Siena

Sorano

Sovana

Val d'Elsa

Val d'orcia

          Montalcino

          Pienza

          Sant'Antimo

          San Quirico d'Orcia

          Radicofani

          Walking in the Val d'Orcia


Val di Chiana

         Montepulciano

         Montefollonico


Valle d'Ombrone

 

 

 

 

 

 

 





 
Montalcino

ArcidossoTorreGiurisdavidicaMonteLabbro1.jpg

 

Rovine dell'Eremo Eremo Lazzaretti, sulla Torre Giurisdavidica, in cima al Monte Labbro (1193 m), Arcidosso [1]

 

Toacana ] Galleria di immagini  
       
   
Monte Labbro | Rovine dell'Eremo Eremo Lazzaretti, Torre Giurisdavidica
   
   

Le rovine dell'Eremo Eremo Lazzaretti, Torre Giurisdavidica.
La torre fu scelto da Davide Lazzaretti come centro della comunità giurisdavidica da lui fondata. Vi restano le rovine degli edifici innalzati tra il 1869 ed il 1875, in particolare la torre a pianta circolare, l'eremo e la chiesa.
Il profeta dell'Amiata David Lazzaretti nacque ad Arcidosso il 06 novembre 1834 e vi morì, ucciso, il 18 agosto 1878.


La repressione


L'attività di Lazzaretti e della sua comunità mise in allarme sia la Chiesa cattolica che lo Stato italiano: nel marzo 1878 la Chiesa cattolica, per mano del Sant'Uffizio, lo condannò come eretico, lo scomunicò e mise all'Indice i suoi scritti; ma egli proseguì la sua attività e si proclamò "Cristo Duce e Giudice", affermando di essere venuto a completare la rivelazione cristiana, in una forma di autoesaltazione non insolita nei predicatori inclini ad esigenze mistiche e ad attese religiose.

La mattina del 18 agosto 1878, pochi mesi dopo la morte di Pio IX e l'ascesa al papato di Leone XIII, egli guidò una processione che dal Monte Labbro, ribattezzato monte Labaro, scese verso Arcidosso. Ad attenderli vi era però una pattuglia di carabinieri e un militare sulla cui presenza si nutrono tuttora perplessità mai chiarite[2]. Fu proprio questo militare, un certo Pellegrini, che colpì a morte David. Altri spari furono diretti sulla processione inerme, facendo tre morti e circa quaranta feriti.

Morente, fu trasportato prima in località Croce di Cansacchi, fuori dal paese, dove i suoi seguaci lo fecero visitare da un medico, dovuto venire da Santa Fiora, poiché i medici di Arcidosso non vollero visitarlo; fu poi trasportato alle Bagnore, un villaggio nei pressi di Santa Fiora, dove morì.

Il suo cadavere fu sepolto a Santa Fiora in terra sconsacrata, ma venne poco dopo prelevato dall'antropologo Cesare Lombroso, il fondatore dell'antropologia criminale, che aveva ottenuto le sue spoglie per i propri studi, volti a ricercare nel Lazzaretti l'origine organica di una follia criminale. Ciò che rimane di quel corteo variopinto (bandiere, labari, gonfaloni, vesti, tuniche) che Lazzaretti predispose per un ingresso in Arcidosso, fu, unitamente ad altri reperti, conservato per circa un secolo nel lascito che Cesare Lombroso aveva destinato al Museo di antropologia criminale di Torino, e trasferito, successivamente, almeno in parte, nel Centro studi David Lazzaretti di Arcidosso.

Il 24 ottobre del 1879 si tenne a Siena il processo contro ventitré seguaci di Lazzaretti arrestati dopo l'eccidio e imputati di «attentato contro la sicurezza interna dello Stato, per aver commessi atti esecutivi diretti a rovesciare il Governo e a mutarne la forma, nonché a muovere la guerra civile e a portare la devastazione e il saccheggio in un Comune dello Stato», ma furono tutti assolti.

Dopo la morte di Lazzaretti, i suoi adepti si dispersero in gran parte, ma alcuni continuarono a perpetuare la predicazione e l'utopia socialista e religiosa del fondatore. Ne restano alcune decine nella zona del Monte Amiata e in Maremma, dove sussistono ancora i resti di alcune costruzioni della primitiva comunità giurisdavidica tra le frazioni delle Macchie, dove aveva fatto costruire due scuole, e della Zancona, dove è conservato l'archivio dei seguaci. L'ultimo sacerdote giurisdavidico, Turpino Chiappini, è deceduto nel 2002.[2]

 
   
   

Mappa Monte Labbro, Eremo Lazzaretti, sulla Torre Giurisdavidica| Ingrandire mappa


 
   

Galleria fotografica Monte Amiata

Galleria fotografica Monte Amiata e Monte Labbro

 

 

   
Monte Labbro   Monte Buceto   Amiata flickr01

Monte Labbro

 

  Monte Buceto  

Monte Amiata

 

ArcidossoTorreGiurisdavidicaMonteLabbro8   Ruins of the Hermitage Eremo Lazzaretti, on Torre Giurisdavidica   ArcidossoMonteLabbroEremoLazzaretti02
Remains of the ruin of the tower Torre Giurisdavidica, on top of Monte Labbro  

Ruins of the Hermitage Eremo Lazzaretti, on Torre Giurisdavidica

 

  Torre Giurisdavidica, Monte Labbro


Arcidosso

 

       
Arcidosso e il Monte Amiata, panorama   Arcidosso, targa david lazzaretti   Davide Lazzaretti
Arcidosso, panorama  

Targa sulla casa di Lazzaretti ad Arcidosso

 

  Davide Lazzaretti

Trekking Monte Amiata


Trekking Monte Amiata | Da Roccalbegna a Monte Labbro

Arcidosso - Monte Labbro | 10 km | 2 hours | Download gpx

Nei castagneti di Arcidosso | Da Tepolini attraverso i castagneti di Arcidosso | 4.2 Km circa | 1 ora e 1/4 

 

 

   




Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia

 
   
Celebrare il dolce far niente
Podere Santa Pia      

Celebrare il dolce far niente

 


[1]  Foto LigaDue, licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported
[2] Fonte: Wikipedia articolo Davide Lazzaretti. Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le condizioni d'uso per i dettagli.