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Pienza,  Palazzo Vescovile e il Museo diocesano d'Arte Sacra di Pienza

N L        E N G        

Pienza, Palazzo Borgia e Palazzo Vescovile [1]


Toacana ] Galleria di immagini  
     
   

Pienza, Palazzo Vescovile e il Museo diocesano d'Arte Sacra di Pienza

   
   

Il Palazzo Vescovile di Pienza si trova sul lato sinistro della Piazza Pio II di fronte a Palazzo Piccolomini. L'antico palazzo gotico fu donato da Papa Pio II al cardinale Rodrigo Borgia (futuro papa Alessandro VI) che all'epoca era il suo più stretto collaboratore.
La sobria facciata si caratterizza per lo slanciato portale e due ordini di finestre a "croce guelfa". Sullo spigolo prospiciente il Corso del Rossellino si può notare lo stemma della famiglia Borgia.

 

   
   

Mappa Pienza, Palazzo Borgia | Ingrandire mappa


 
   

Museo diocesano d'arte sacra


Il Museo diocesano d'Arte Sacra di Pienza nasce dal Museo della Cattedrale, istituito nel 1901 dal canonico Giovan Battista Mannucci e che aveva sede nel Palazzo dei Canonici, ubicato nella Piazza Pio II sulla sinistra della Concattedrale di Santa Maria Assunta.

La sede del nuovo Museo, inaugurato nel 1998, è stata individuata nel Palazzo Vescovile che s'affaccia sulla piazza, ma che ha il suo ingresso su Corso Rossellino, l'asse viario principale della cittadina valdorciana. Il museo ingloba le strutture di due diversi palazzi rinascimentali: la residenza del celeberrimo Cardinale Rodrigo Borgia (futuro papa Alessandro VI) e quella del cardinale Jean Jouffroy di Arras. [2]


Percorso espositivo ed opere

Il percorso espositivo si sviluppa in undici sale, lungo il quale le opere d'arte e la suppellettile ecclesiastica, proveniente dal Duomo e dal territorio diocesano, sono esposte secondo un rigoroso criterio cronologico.

Nella prima sala sono presentate le opere d'arte più antiche, databili dal XII al XIV secolo, tra cui si segnala la Madonna di Monticchiello (1315 circa) di Pietro Lorenzetti, proveniente dalla pieve di San Leonardo e San Cristoforo a Monticchiello. Nella seconda sala la Madonna della Misericordia (1364) di Bartolo di Fredi, proveniente dal Battistero di Pienza.
La quarta sala è dedicata all'esposizione del manufatto più importante e prezioso tra quanti sono ospitati nel Museo pientino, il piviale di papa Pio II, uno dei tesori più preziosi e celebri del Museo diocesano di Pienza.

 

Il Museo diocesano d'Arte Sacra di Pienza, Palazzo Vescoville

Museo diocesano, corso Il Rossellino, 30 - Pienza (Siena).
Orari: da metà marzo a ottobre, mercoledì-lunedì, ore 10.00-13.00 e ore 15.00-19.00; chiuso il martedì (non festivo); da novembre a metà marzo, sabato e domenica, ore 10.00-13.00 e ore 15.00-18.00; chiuso il martedì (non festivo).

 

 

 

Il piviale di papa Pio II, uno dei tesori più preziosi e celebri del Museo diocesano di Pienza

Il piviale di papa Pio II, uno dei tesori più preziosi e celebri del Museo diocesano di Pienza

 

Museo diocesano d'Arte Sacra di Pienza | Percorso espositivo ed opere

Prima sala

   
Nella prima sala sono presentate le opere d'arte più antiche, databili dal XII al XIV secolo, tra cui si segnala:
  • Madonna di Monticchiello (1315 circa) di Pietro Lorenzetti, proveniente dalla pieve di San Leonardo e San Cristoforo a Monticchiello;
  • Polittico con la Madonna col Bambino, tra i santi Marcellino, Laurentino, Leonardo e Agostino e sulle cuspidi Due arcangeli, san Pietro, Gesù Cristo redentore benedicente e san Paolo (1330 circa), di un scuola di Ugolino di Nerio, proveniente dalla chiesa di San Lorenzo di Monterongriffoli;
  • Polittico con la Madonna col Bambino, san Giovanni Battista e san Giovanni evangelista (1340 circa), attribuito a Niccolò di Segna, proveniente dalla Pieve di San Giovanni Battista a San Giovanni d'Asso;
  • corale con miniature umbro-senesi (1270-1280) e altre di Lippo Vanni (1360), proveniente dall'Abbazia di Santa Maria Assunta presso Montefollonico.

Seconda sala

 

Pietro Lorenzetti, Madonna con bambino


In questa seconda sala sono conservate in particolare le opere del XIV e XV secolo:

  • Madonna della Misericordia (1364) di Bartolo di Fredi, proveniente dal Battistero di Pienza;
  • Trittico a sportelli con la Madonna in trono con Gesù Bambino, l'Adorazione dei pastori, la Crocifissione e l'Annunciazione (fine XIV secolo), proveniente dal Duomo;
  • Madonna con Gesù Bambino (1410-1420) di Andrea di Bartolo, proveniente dalla chiesa di San Sigismondo a Montefollonico;
  • Croce stazionale (1430), in rame dorato e smalti, opera di Goro di Neroccio;
  • tabernacolo con la Madonna dell'Umiltà, santi e l'Annunciazione (1440 circa) del Maestro dell'Osservanza, proveniente dalla cattedrale.

Terza sala

 

In questa sala sono esposti gli splendidi arazzi fiamminghi del XV secolo che costituivano l'arredo tessile della Cattedrale. Di particolare rilievo storico-artistico:

  • arazzo con la Crocifissione (terzo quarto del XV secolo), attribuito a Giachetto di Benedetto da Arras;
  • arazzo con la Resurrezione della figlia di Giairo e la Guarigione dell'emorroissa (1470 -1490), attribuibile alla manifattura di Bruxelles o di Tournai;
  • arazzo con la Messa di san Gregorio I papa con gli articoli del Credo (1495 - 1515), di manifattura bruxellese.

Quarta sala

   
La quarta sala 4 è dedicata all'esposizione del manufatto più importante e prezioso tra quanti sono ospitati nel Museo pientino:
  • Piviale di Pio II (1310 - 1340) con la raffigurazione delle Storie della Madonna, di santa Margherita d'Antiochia e santa Caterina d'Alessandria, ricamato in seta policroma, argento e perle, di manifattura inglese: questo paramento venne donato al papa da Tommaso Paleologo, despota di Morea, e da questi alla cattedrale pientina nel 1462;

Quinta sala

 
Il Piviale di Pio II

Nella sala sono esposte, di particolare rilievo:

  • Sacra conversazione e Annunciazione (1462), tavola di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, proveniente da Spedaletto;
  • Resurrezione miracolosa di un monaco benedettino (XV secolo), tavola di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, proveniente monastero olivetano di Sant'Anna in Camprena;
  • Reliquiario a croce (XIV secolo), in filigrana d'oro, di bottega serbo-bizantina;

(XIV secolo);

  • Reliquiario a croce detta Croce del Corallo (1450 - 1460), di anonimo orafo tedesco;
  • Reliquiario a busto di Sant'Andrea (1462 - 1463), opera dell'orafo fiorentino Simone di Giovanni Ghini, donato da papa Paolo VI nel 1964 a Pienza in cambio del reliquiario bizantino ottenuto da Pio II e da questi affidato al Duomo pientino, restituito nel 1964 alla chiesa ortodossa di Patrasso.
  • Pastorale (1470 circa), in argento e smalti con il nodo lavorato a tempietto abitato da angeli che reggono targhe con lo stemma Piccolomini, commissionato dallo stesso Pio II ad una bottega orafa fiorentina.


Sesta sala

   
La sesta sala conserva:
  • tre pannelli di predella con il Processo a san Sebastiano, la Crocifissione di Gesù Cristo e il Martirio di san Sebastiano (1470-1480 circa), attribuiti a Neroccio di Bartolomeo de' Landi, proveniente dalla Pieve della SS. Annunziata a Montisi;
  • Madonna col Bambino (1490 circa), tavola di Guidoccio Cozzarelli, proveniente dalla Chiesa di San Leonardo di Montefollonico;
  • Madonna col Bambino (1490 circa), tavola di Bernardino Fungai, proveniente dalla Chiesa di San Francesco di Pienza;
  • Madonna della Misericordia con san Sebastiano e san Bernardino da Siena (1495 - 1505) di Luca Signorelli, proveniente dalla Chiesa di San Francesco a Pienza;
  • Riposo dalla fuga in Egitto (1487 - 1504) di Fra' Bartolomeo, proveniente dal Palazzo vescovile di Pienza.

Settima sala

 

Luca Signorelli, Madonna della Misericordia tra San Sebastiano e San Bernardino, (1490 ca.), Museo Diocesano, Pienza
In questa sala è documentata l'arte figurativa senese del XVI secolo: di questa scuola vi si trovano:
  • Sacra Famiglia con san Giovannino (1540 circa), attribuita a Marco Bigio, proveniente dalla cappella del Palazzo vescovile di Pienza,
  • Madonna col Bambino e san Giovanni Battista e santa Caterina da Siena, tavola di Bartolomeo Neroni detto il Riccio (prima metà del XVI secolo), proveniente dalla cappella della Madonna delle Grazie a San Giovanni d'Asso.
  • Madonna del Rosario (1580), tela attribuita ad Arcangelo Salimbeni, proveniente dalla chiesa di San Lorenzo a Vergelle.

Ottava sala

 

Bartolomeo Neroni, Sacra famiglia con San Giovannino e Santa Caterina, 1535 caBartolomeo Neroni, Sacra famiglia con San Giovannino e Santa Caterina, 1535 ca.

Nella sala sono conservati:

  • Corali miniati (1460-1462), provenienti dalla cattedrale di Pienza, commissionati dal papa Pio II. Il complesso di questi codici constava in origine di otto antifonari, sei graduali e due salteri. Le loro miniature si debbono essenzialmente a pittori senesi, come Sano di Pietro, Pellegrino di Mariano e un anonimo miniatore fiorentino.
  • due sportelli di ciborio con raffigurati San Pietro e San Paolo (metà del XVII secolo), attribuiti a Bernardino Mei, provenienti dalla chiesa di San Giovanni Battista a San Giovanni d'Asso.
  • Croce stazionale (inizio del XVII secolo), attribuita a un seguace di Giambologna, proveniente dal Seminario diocesano di Pienza.

Nona sala

 

La sala presenta:

  • Busto di santa Caterina da Siena (XVI secolo), busto ligneo policromato di (o di Santa Brigida di Svezia), di esecuzione cinquecentesca, donato alla Cattedrale di Pienza;
  • Statua di san Giovanni Battista (fine XVI secolo), statua in alabastro, proveniente dalla Chiesa di Sant'Anna in Camprena;
  • Statua di santa Caterina d'Alessandria (seconda metà del XV secolo), in alabastro, proveniente dal Duomo.

Decima sala

   

La Sala è caratterizzata da varie presenze pittoriche, anche di differenti scuole figurative, fra i quali si segnalano:

  • Ritratto del vescovo Francesco Maria Piccolomini (1590 circa), opera di Ventura Salimbeni;
  • Sacra Famiglia con i santi Francesco d'Assisi e Caterina da Siena (1610 circa), tela di Vincenzo Rustici, proveniente dalla Pieve di San Laurentino e San Pergentino di Cosona;
  • bozzetto, dipinto a olio su carta, attribuito a Francesco Rustici detto il Rustichino, che riproduce la pala d'altare della Cappella del Conservatorio di San Carlo Borromeo di Pienza, opera dello stesso autore (1620 circa;
  • San Carlo Borromeo (prima metà del XVII secolo), olio su tela, attribuita al fiammingo Giovanni Bilivert, proveniente dal Conservatorio di San Carlo Borromeo di Pienza;
  • Adorazione dei Magi (1620 circa), attribuita a Jacopo Vignali, proveniente dal Conservatorio di San Carlo Borromeo di Pienza.

Undicesima sala

   

La sala conclude il percorso storico-artistico del Museo pientino:

  • Madonna col Bambino (fine XVII secolo), opera di Giuseppe Nicola Nasini, proveniente dal Conservatorio di San Carlo Borromeo di Pienza;
  • Madonna col Bambino che consegna il rosario a san Benedetto da Norcia e a san Bruno (prima metà del XVIII secolo), opera attribuita a Francesco Trevisani, proveniente dal Conservatorio di San Carlo Borromeo di Pienza;
  • Parato in lampasso broccato costituito da piviale, pianeta, stola e mitria (metà del XVI secolo), indossato da Alessandro Piccolomini, vescovo di Pienza (1535 - 1563), durante le solenni occasioni cerimoniali del Concilio di Trento.

   

Photo gallery Monastero di Sant'Anna in Camprena

Pienza

 

   
        ra Bartolomeo (1472–1517), The Rest on The Flight into Egypt
       

Fra Bartolomeo (1472–1517), The Rest on The Flight into Egypt

 

Pienza, Palazzo Piccolomini, giardino   Pienza, Palazzo Piccolomini, cortile   Piazza Pio II: Palazzo Comunale e Palazzo Vescovile, Pienza
Pienza, Palazzo Piccolomini, giardino  

Pienza, Palazzo Piccolomini, cortile

 

 

Piazza Pio II: Palazzo Comunale e Palazzo Vescovile, Pienza

 

Bibliografia
  • Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Milano 2005, pp. 267 - 268
  • Museo diocesano di Pienza, di Bruno Santi | www.toscanaoggi.it


[1] Foto da Vignaccia76, licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license
[2] Fonte: Il Palazzo Borgia Museo Diocesano | www.palazzoborgia.it

 


Stampa da Il Piviale di Pio II | www.palazzoborgia.it

Questo articolo è basato sugli articoli Palazzo Vescovile (Pienza) e Museo diocesano d'arte sacra (Pienza) dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.

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