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La Tebaide
Nel 1999, nel complesso museale di Santa Maria della Scala, è stata riscoperta la «Tebaide», un ciclo pittorico risalente ai primi anni Quaranta del XIV secolo e attribuito a Lippo Vanni. Le prime tracce di questi splendidi affreschi sono state individuate durante i lavori di restauro dell’ospedale, diretti dall’architetto Guido Canali. Qualche anno dopo, grazie alla rimozione di un controsoffitto, è stata riportata alla luce gran parte degli affreschi, sebbene fossero ricoperti da diversi strati di pittura a calce.
Il ciclo pittorico è ambientato nel deserto di Tebe, in Egitto, dove sono raffigurati episodi della vita quotidiana degli eremiti e le storie dei primi Padri della Chiesa, come San Paolo l'Eremita. Gli affreschi sono realizzati prevalentemente in ocra rossa monocromatica.
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La Tebaide, il ciclo di affreschi sotto le volte dell’Ospedale Santa Maria della Scala, Siena
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Il ciclo si può datare – anche grazie agli elementi desumibili dall’abbigliamento di alcuni personaggi – attorno alla prima metà del quinto decennio del secolo4 e fin da subito per la notevole qualità della pittura è stato accostato all’attività di un artista della cerchia dei Lorenzetti,5 per poi essere assegnato, definendone meglio l’ambito, ad un pittore – convenzionalmente denominato “Maestro della Tebaide” – vicino alla produzione di Lippo Vanni, Niccolò di ser Sozzo e del “Secondo Maestro di Sant’Eugenio”.[3]
Studi condotti da Alessandro Bagnoli e Maria Corsi datano il ciclo a prima della Grande Peste del 1348 e lo attribuiscono inizialmente a un pittore influenzato da Ambrogio e Pietro Lorenzetti, simile all'opera di Niccolò di ser Sozzo e del giovane Lippo Vanni.
Attribuita inizialmente a un vago “ pittore della cerchia di Pietro e Ambrogio Lorenzetti ” quest'opera eccezionale fu presto restituita a Lippo di Vanni , pittore effettivamente formatosi nella cerchia di Ambrogio Lorenzetti.[3]
Il restauro del ciclo della Tebaide. Dettaglio: cacciatori baldanzosi e monaci che confabulano
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La Tebaide in Santa Maria della Scala a Siena, un capolavoro del Trecento
della Compagnia dei Disciplinati della Madonna sotto le volte dello Spedale
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Gli affreschi si dispongono su più registri, senza alcun elemento di separazione tra le varie scene, che nella maggior parte dei casi raffigurano episodi a sé stanti. In diversi casi non è stato possibile finora stabilire con chiarezza il significato delle raffigurazioni, e questo anche a causa della singolarità di alcuni dei soggetti dipinti, che non trovano corrispettivi in altri cicli simili.
Lungo la parete sinistra, parzialmente coperta dall’attuale scalinata che scende nei locali delle Pie Disposizioni, e nella sovrastante volta compaiono le scene meglio conservate, ma anche quelle di più difficile comprensione: partendo dall’alto e procedendo da destra a sinistra si vedono raffigurati tre monaci che dormono in un boschetto sorvolato da un’aquila, l’incontro tra due di essi e infine un monaco in conversazione con un’aquila appollaiata all’ingresso di una grotta. Nella fascia centrale, invece, trovano spazio l’incontro, carico di reciproca diffidenza, tra due ricchi giovani cacciatori e due monaci e la raffigurazione di tre eremiti che assistono ad una consacrazione eucaristica, il cui celebrante è visibilmente intimorito: nel primo episodio potrebbe essere stato raffigurato un exemplum che ha per protagonista un cacciatore che si era preso beffe di alcuni monaci che si erano concessi un momento di ricreazione e al quale viene spiegato che è necessario aver discernimento e moderazione anche nella vita ascetica.[3]
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Maria Corsi:
«Si tratta di un ciclo importante, sia per la sua qualità, sia per lo spazio che viene dedicato alle storie dei santi Padri, e credo si possa ragionevolmente considerare il prototipo delle altre simili raffigurazioni presenti nel territorio senese.
Per quanto riguarda la committenza di questi affreschi, ho ipotizzato possa essere collegata alla Compagnia dei Disciplinati sotto le volte dello Spedale,21
non solo per la contiguità dell’ambiente con quello che era l’oratorio della confraternita, ma anche per lo spiccato interesse per i temi eremitici, testimoniato dai libri in possesso della Compagnia;22 inoltre non bisogna dimenticare i legami e il ruolo che la Compagnia ebbe nella formazione di personaggi del calibro di Bernardo Tolomei e Giovanni Colombini, fondatori di ordini religiosi – rispettivamente gli olivetani e i gesuati – che guardando all’esempio degli antichi anacoreti proposero nuove forme di vita religiosa con una vocazione più o meno accentuatamente eremitica e penitenziale.»[3]
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Orari d'apertura Ospedale Santa Maria della Scala
- Il complesso museale Santa Maria della Scala a Siena (ex ospedale) è aperto al pubblico solitamente con orario continuato 10:00 - 19:00 (ultimo ingresso alle 18:15) . Gli orari possono subire variazioni stagionali o in occasione di festività, come il 25 aprile e il 1° maggio, quando l'apertura è confermata. L'ingresso è gratuito la prima domenica del mese.
- Orario Ordinario (indicativo): 10:00 – 19:00 (ultimo ingresso 18:15).
- DAL 1° NOVEMBRE AL 14 MARZO
lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì: 10:00-17.00. Chiusura biglietteria e ultimo ingresso: ore 16.15
sabato, domenica e festivi: 10.00-19.00. Chiusura biglietteria e ultimo ingresso: ore 18.15
martedì: chiuso
- DAL 15 MARZO AL 31 OTTOBRE
Tutti i giorni: 10:00 -19:00. Chiusura biglietteria e ultimo ingresso: ore 18:15
2 luglio: 10.00 - 17.00. Chiusura biglietteria 45 min prima
16 agosto: 10.00-16.30. Chiusura biglietteria 45 min primamese.
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Galleria immagini Ospedale di Santa Maria della Scala
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Siena, Ospedalei Santa Maria della Scala |
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Spedale di Santa Maria della Scala (facciata) |
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Siena, La parte posteriore dell'Ospedalei Santa Maria della Scala, visto da Via del Fosso di Sant’Ansano
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Affreschi
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Il Pellegrinaio è stata corsia ospedaliera fino al 1995
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Affreschi Sagrestia Vecchia di Santa Maria della Scala
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Madonna della Misericordia di Domenico di Bartolo
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Sagrestia Vecchia, Madonna del manto, 1444, affresco staccato (particolare)
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Sagrestia Vecchia, Madonna del manto, 1444, affresco staccato (particolare)
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Podere Santa Pia è la casa vacanze per eccellenza a sud di Montalcino e della Val d'Orcia. Migliaia di ettari di natura incontaminata circondano questi due antichi casali, Podere Santa Margherita, ora trasformato in un resort di lusso, e l'autentico Podere Santa Pia, che non ha perso nulla del suo fascino secolare. La posizione della casa naturale è favolosa. Una lunga e tortuosa strada bianca porta da Castiglioncello Bandini a un piccolo altopiano su cui è stata costruita questa casa. Qui si apre una magnifica vista sulle valli dei fiumi Ombrone e Orcia che convergono a Cinigiano. Colline ondulate con una luce sempre più sottile raggiungono la costa e, nelle giornate più limpide, si può persino vedere la mitica isola di Montecristo e la Corsica. Vicino alla casa si trova una piscina privata unica (12 x 5 m). Sulla spaziosa terrazza intorno alla piscina si trovano lettini, tavoli, sedie... Questo è anche un luogo ideale per mangiare all'aperto, per gustare un aperitivo o una cena all'aperto.
Escursioni giornaliere a Montalcino e Sant'Antimo, o alle sorgenti termali di Saturnia e Bagno San Filippo sono solo alcune delle numerose attrazioni della zona.
Traveling in Tuscany | Holiday homes in southern Tuscany | Podere Santa Pia
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Podere Santa Pia, mystic holiday home in the heart of the Tuscan Maremma
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A beautiful early evening by the pool, in the resplendent Tuscan sun, time takes on a languid quality
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Visia da Podere Santa Pia, fino al mare e Montecristo
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«E poi, all'improvviso, si apre uno scenario. Le colline si allontanano, lentamente e con cautela. Rimani immobile, come se andarsene sarebbe un tradimento.»
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La Maremma Toscana, scoprire la Toscana più autentica [2]
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Colline sotto Podere Santa Pia, paesaggio di Ungaretti
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Vista sulla campagna maremmana, paese etrusco [Credit: @Podere Santa Pia]
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Traveling in Tuscany | Ospedale Santa Maria della Scala
Bibliografia
Alessandro Bagnoli, La "Tebaide" dello Spedale di Santa Maria della Scala a Siena. Alcune considerazioni preliminari, in Opere e giorni. Studi su mille anni di arte europea dedicati a Max Seidel, a cura di K. Bergdolt e G. Bronzanti, Marsilio, 2001,Venezia
Toscana. Guida d'Italia (Guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2003. ISBN 88-365-2767-1

[1] Foto di LigaDue, licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported
[2] SMS santa maria della scala - Il Complesso Museale". Gearchiveerd van de oorspronkelijke pagina.
[3] Maria Corsi, Storie di eremiti e monaci nei locali del Santa Maria della Scala a Siena, Maria Corsi, in Atlante delle Tebaidi
e dei temi figurativi, a cura di Alessandra Malquori, con Manuela De Giorgi e Laura Fenell, Firenze, Centro Di, 2013 [ma 2014], pp. 96-100.
Data la notevole importanza di questi affreschi, la Società di Esecutori di Pie Disposizioni [7] ha finanziato indagini volte a identificare la possibile continuazione della Tebaide sulle pareti e a definire meglio la conformazione architettonica dell'antica sala che la ospita.
[4] Zie ook Alessandro Bagnoli, La "Tebaide" dello Spedale di Santa Maria della Scala a Siena. Alcune considerazioni preliminari, in Opere e giorni. Studi su mille anni di arte europea dedicati a Max Seidel, a cura di K. Bergdolt e G. Bronzanti, Marsilio, 2001, Venezia.
[5]
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[7] Photo by Antonio Cinotti, published under a Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0) license.
Maria Corsi, Storie di eremiti e monaci nei locali del Santa Maria della Scala a Siena.
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