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Sovana è una frazione del comune di Sorano, in provincia di Grosseto. Sovana è conosciuta come importante centro etrusco, borgo medievale e rinascimentale, nonché sede episcopale. Sovana, suggestivo borgo dall’atmosfera ferma nel tempo, rappresenta un raro gioiello di urbanistica medievale.
Suana è il nome originario dato dai Romani, dopo la loro conquista del territorio di Vulci nel 278 a. C.
Il nome deriva dall'etrusco suf che significa "terra verde".
Piazza del Pretorio, luogo in cui la via principale si allarga per far spazio agli edifici più importanti del borgo, rappresenta il fulcro di Sovana.
Il nome deriva dal fatto che vi si trova affacciato il duecentesco Palazzo Pretorio, che conserva sulla facciata gli stemmi gentilizi dei numerosi capitani di giustizia che si avvicendarono alla guida della città.
Collocata quasi accanto si trova la Loggia del Capitano; su questo edificio nel 1570 Cosimo II fece apporre lo stemma dei Medici.
A chiusura del lato breve della piazza si erge il Palazzo dell’Archivio, risalente alla fine del XII secolo, con base lievemente a scarpa e un orologio sulla facciata.
Di fianco sorgono la chiesa di Santa Maria Maggiore (risalente al XIII secolo) e il secentesco Palazzo Bourbon del Monte, in parte addossato all’antica chiesa altomedievale di San Mamiliano.
L’insieme degli edifici e la loro distribuzione intorno alla piazza fanno di questo complesso un raro gioiello di urbanistica medievale.[1]
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Sovana
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Rocca Aldobrandesca
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Chiesa di Santa Maria Maggiore
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Sovana, Duomo
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Palazzo Comunale
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Sovana, Palazzo Comunale o Palazzo dell'Archivio, particolare [2]
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Il Palazzo Comunale, noto anche come Palazzo dell'Archivio, è uno storico edificio situato nel centro di Sovana. La sua ubicazione è sul lato corto occidentale di Piazza del Pretorio.
Il palazzo fu costruito nel XII secolo per ospitare la sede comunale di Sovana, che proprio in quel periodo conosceva una forte espansione dopo i fasti di epoca etrusca.
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L'originaria struttura di epoca medievale rimase intatta fino al 1433, anno in cui Sovana fu assediata per rappresaglia dalle truppe della Contea di Pitigliano, a seguito dell'uccisione del conte Gentile Orsini: i gravi danneggiamenti subiti dalla struttura resero necessario un profondo intervento di ristrutturazione. Nel 1588 fu realizzato l'orologio e, in epoca seicentesca, fu aggiunto il campanile a vela: proprio durante il Seicento il palazzo iniziò ad ospitare l'archivio di Sovana, ragione per la quale è noto anche con questa denominazione.
Tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi del Novecento l'edificio conobbe un lungo periodo di degrado; una serie di recenti restauri hanno permesso di riportarlo all'antico splendore, recuperando pienamente anche le parti che versavano in pessime condizioni.
Il Palazzo Comunale (o Palazzo dell'Archivio) è costituito da due corpi di fabbrica addossati di forma rettangolare: quello che si affaccia sulla piazza si articola su tre livelli, mentre quello retrostante è costituito da due livelli, essendo privo dell'ultimo piano. Le pareti esterne si presentano interamente rivestite in conci di tufo e, sulla facciata laterale meridionale, digradano con un basamento a scarpa che interessa entrambi i corpi di fabbrica.
La facciata principale, posta sul lato più breve del perimetro planimetrico, si affaccia sul lato corto occidentale di Piazza del Pretorio, da cui è possibile accedere attraverso il semplice portale d'ingresso di forma rettangolare che si apre al centro della medesima facciata. Al primo livello rialzato si apre una sola finestrella ad arco nella parte centrale, mentre al secondo livello rialzato vi si aprono due finestre identiche (una su ciascun lato della facciata). Al centro della parte sommitale è collocato un grande orologio di forma quadrangolare coperto da una piccola tettoia, sopra il quale si eleva un caratteristico campanile a vela, con una campana collocata nella cella, che trova appoggio sulla parte centrale del tetto che copre la facciata.
Palazzo Pretorio
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Palazzo Comunale o Palazzo dell'Archivio

Palazzetto dell'Archivio, lapide caduti prima g.m |
Il Palazzo Pretorio è uno storico edificio situato nel centro di Sovana. La sua ubicazione è sul lato settentrionale di Piazza del Pretorio.
Il palazzo fu costruito in epoca medievale, quasi certamente tra la fine del XII secolo e gli inizi del Duecento: la sua esistenza è provata in un documento risalente al 1208.
L'edificio conservò intatta la propria struttura originaria con finestre ad arco fino agli inizi del Quattrocento, quando risultava gravemente danneggiato a seguito dell'assedio che le truppe senesi portarono alla città di Sovana: la successiva ristrutturazione effettuata tra il 1413 e il 1414 comportò la modifica delle parti che precedentemente erano state distrutte in modo irrecuperabile.
Con l'ingresso di Sovana nel Granducato di Toscana avvenuto nel 1555, il palazzo cambiò l'uso a cui era destinato precedentemente, divenendo anche la sede del carcere in epoca seicentesca.
Nel tardo Settecento il complesso fu dismesso e ceduto dai Lorena alla diocesi locale, venendo restaurato nel corso dei decenni successivi.
Durante il secolo scorso era divenuto sede di un magazzino, prima di essere nuovamente restaurato e adibito a sede museale.
Il Palazzo Pretorio si presenta a pianta rettangolare, con la facciata principale che si apre su Piazza del Pretorio, sul lato minore meridionale del perimetro planimetrico. Disposto su due livelli, si caratterizza per le pareti esterne interamente rivestite in conci di tufo.
La facciata principale è addossata ad un basamento a scarpa di sostegno all'angolo destro, ove continua con la facciata laterale orientale lungo la quale presenta una cordonatura, mentre sul lato sinistro la facciata si trova addossata ad un piccolo corpo di fabbrica che la divide dalla caratteristica Loggia del Capitano. Il portale d'ingresso principale, di forma rettangolare ed architravato, si apre nella parte destra preceduto da alcuni gradini; la parte sinistra della facciata è caratterizzata dalla presenza di un secondario portale d'ingresso ad arco. Sulla parete della facciata, che si sviluppa tra i due portali e le due finestre quadrangolari che si aprono al piano rialzato, sono collocati nove stemmi riconducibili a capitani del popolo e commissari che storicamente vi hanno prestato servizio.
All'interno del palazzo ha sede il centro visite del Parco archeologico del Tufo ed il relativo centro di documentazione del territorio sovanese. Sulle pareti interne intonacate spiccano in alcuni punti affreschi di scuola senese realizzati tra il periodo tardomedievale e l'epoca rinascimentale.
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Pretorio Palazzo |
Duomo di Sovana, la concattedrale dei Santi Pietro
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La concattedrale dei Santi Pietro e Paolo è il duomo di Sovana. La tradizione vuole che il vescovo di Palermo, Mamiliano, abbia svolto a Sovana, agli inizi del IV secolo, opera di evangelizzazione. Questa precoce conversione al Cristianesimo valse a Sovana la nomina, ricevuta nel V secolo, a sede vescovile.
La fondazione dell'attuale edificio risale all'VIII-IX secolo, e da allora fino al Seicento esso è stato oggetto di ripetuti interventi strutturali o di ammodernamenti decorativi. L'esistenza di una grande ed importante ecclesia cathedralis è testimoniata, oltre che dalla Bolla di Niccolò II del 1061, dall'ampia cripta voltata in pietra tufacea, tuttora esistente, e dalle paraste marmoree interne dell'attuale portale, intagliate da piatti girali e da simboliche decorazioni geometriche così prossime per stile e per tempi a quelle, tutte allusive all'Eucaristia, del monumentale ciborio marmoreo, un vero e proprio unicum in tutta la Toscana, trasportato da epoca remota nella chiesa di Santa Maria Maggiore, ma contemporaneo all'edificazione del primo Duomo per il quale fu realizzato. I plausibili confronti con l'illustre prototipo ravennate di Sant'Apollinare ravvisano anche nell'edicola sovanese l'intervento di maestranze almeno accomunate da un'identica formazione longobarda, dando campo alla suggestiva ipotesi che quel ciborio rispecchi uno dei primi, concreti documenti della presenza ormai radicata dei nuovi signori di Sovana, gli Aldobrandeschi.
La grandiosa ricostruzione, al quale ancora si lavorava nel 1248, i suoi moduli architettonici corrispondono bene agli ampliamenti che nel XII secolo furono promossi in numerose cattedrali della Toscana meridionale. Sul prototipo allora più moderno, offerto dall'abbazia di Sant'Antimo con i suoi formulari costruttivi e decorativi lombardi, che qui si manifestano a pieno nelle storie di soggetto biblico scolpite nei capitelli, quelle cattedrali esprimono ormai uno stile romanico della seconda generazione, già pronto ad accogliere novità strutturali e formali di sapore gotico.
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Il duomo di Sovana | Concattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Duomo, interior |
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Facciata |
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Sovana, cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, scultura situata all'esterno dell'abside, raffigurante una testa antropomorfa [2]
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La Chiesa di Santa Maria Maggiore
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La Chiesa di Santa Maria Maggiore, cui si accede da un portale aperto sul fianco destro, presenta caratteri di transizione tra romanico e gotico.
L'interno è spartito in tre navate, con tozzi pilastri che sorreggono ampie arcate. All'interno la parete della navata destra ospita due affreschi dei primi decenni del Cinquecento, una "Crocifissione con santi" di area umbro-laziale, e una "Madonna in trono con Bambino e due sante" (1508).
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Sovana, Chiesa di Santa Maria Maggiore, piazza centrale [3]
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Nell'abside è collocato un ciborio in pietra, uno dei pochi esempi in Toscana di arte preromanica, scolpito con il repertorio tipico della decorazione altomedievale di motivi vegetali, animali e geometrici. Nella parete della navata sinistra si conservano alcuni affreschi di scuola umbro-senese dell'inizio del Cinquecento.
In origine l’ingresso era sul lato breve, quello posto di fronte alla parete dell’altare, dove si trovava la facciata della chiesa prima che, sul finire del XVI secolo, le venisse addossato il Palazzo Bourbon del Monte.
Tra gli affreschi risultano particolarmente interessanti quelli collocati all’interno di nicchie lungo la parete destra. Il primo, sullo sfondo di un paesaggio lagunare, raffigura la Crocifissione tra i santi Antonio e Lorenzo. Il secondo, che ritrae La Madonna in trono tra le sante Barbara e Lucia, risulta piuttosto originale, oltre che per i colori vivaci e chiari delle figure e delle vesti, anche perché presenta nello stemma (in basso, lungo la decorazione della fascia) l’immagine degli antichi strumenti dell’Arte dei Calzolai, cui apparteneva probabilmente il committente dell’opera.
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Frescoes by Andrea di Niccolò
in the Chiesa di Santa Maria Maggiore |
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Chiesa di Santa Maria Maggiore
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| Chiesa di San Mamiliano |
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La Chiesa di San Mamiliano, situata in piazza del Pretorio, risale probabilmente al IV secolo ed ha ospitato dal 1460 al 1776 le spoglie di san Mamiliano. Da tempo ridotta ad un rudere, nel 1986 vennero realizzati alcuni lavori di consolidamento delle murature perimetrali e a partire dal 2004 sono stati intrapresi una serie di operazioni di restauro, completate nel 2012 con l'inaugurazione del museo di San Mamiliano.
Polo Museale di Sovana - Museo di San Mamiliano
Sovana, piazza del Pretorio
www.museidimaremma.it
Orario apertura
Dal 29 marzo al 6 ottobre aperto tutti i giorni con orario: 10-13 e 15-19; Dal 7 ottobre al 3 novembre aperto tutti i giorni con il seguente orario 10-13 e 15-18; Nel ponte dell’Immacolata Concezione, e dal 26 dicembre al 6 gennaio 2014 compresi con orario 10-13 14-17. Giorno di chiusura: Mercoledì (eccetto festivi e mese di agosto).
L'Oratorio rupestre di Sovana, risalente al periodo alto-medievale, è situato nei pressi dell'area archeologica a sud del centro di Sovana, lungo la strada che porta a San Martino sul Fiora. Si presenta sotto forma di ruderi.
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Terrecotte etrusche nel Museo di San Mamiliano. Ex-voto da stipe del cavone, ex-voto, III-II sec. ac
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Palazzo Bourbon del Monte
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Situato nella piazza principale, tra l'antica chiesa di San Mamiliano e la chiesa di Santa Maria Maggiore, venne edificato nella seconda metà del Cinquecento: le opere di realizzazione sono attribuite all'architetto Vignola.
Il palazzo ha una struttura leggera ed austera e si caratterizza per il pregevole androne, col soffitto costituito da volte a crociera, dove un portale cinquecentesco in legno conduce al giardino.
L'importante scalinata conduce ad un altro portone, attraverso il quale si accede al salone nobiliare, dove spiccano le cinque finestre a sezione aurea che si affacciano, da un lato sulla piazza di Sovana e dall'altro verso la campagna circostante.
Il complesso fu la dimora di un vescovo della famiglia Bourbon, che lo utilizzava per le pubbliche relazioni. In seguito, il palazzo ebbe diverse destinazioni nel corso dei secoli, da sede degli uffici pubblici a scuola comunale. Tutto ciò ha comportato una divisione ed un frazionamento dell'originaria struttura signorile.
Dopo un parziale crollo avvenuto negli anni sessanta del Novecento, il palazzo fu acquistato dal professor Luciano Ventura e, nel 1968, ebbe inizio un accurato restauro conservativo, durato oltre quindici anni, che ha permesso di riportare il fabbricato agli antichi splendori del periodo rinascimentale. Dal 2009, nel mese d'agosto ,la proprietà mette a disposizione dell'Associazione Culturale "I Sogni in Teatro", il giardino ed il salone principale per la rassegna di Teatro, Musica e Cinema "Sovana in Arte".
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La Tomba Sirena e la Via Cava di San Sebastiano | 2 ore
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Sovana, Sitio Archeologico, agrandire mappa
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Un’oasi di totale relax in una posizione incantevole.
La Maremma Toscana meridionale
custodisce una delle sue aree più mistiche e spettacolari nelle Città del Tufo
, un triangolo d'oro archeologico e geologico composto dai borghi di Pitigliano, Sorano e Sovana
. Questa zona, scolpita nel tenero tufo vulcanico originato da millenarie eruzioni, si distingue per i suoi villaggi sospesi sulle falesie, le necropoli monumentali e le incredibili Vie Cave.
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Casa Vacanze nella Maremma Toscana | Podere Santa Pia
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Celebrare il dolce far niente
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Visia da Podere Santa Pia, fino al mare e Montecristo
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Early morning light at the private swimming pool at Podere Santa Pia
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A beautiful spring morning by the pool, a natural jewel nestled amidst the verdant Tuscan hill
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The night pool at Podere Santa Pia exudes a hypnotic sense of purity
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Parco Archeologico Città del Tufo (it)
Parco Archeologico Città del Tufo comprende un insieme di aree di notevole interesse archeologico situate all'interno del comune di Sorano.
Storia
Il parco archeologico Città del Tufo è nato nel 1998 con lo scopo di riunire sotto un'unica competenza le principali risorse turistiche archeologiche del territorio comunale di Sorano. Comprende le necropoli sovanesi di Poggio Felceto, Poggio Prisca, Poggio Stanziale e Sopraripa, le Vie Cave di Sovana, gli insediamenti rupestri di San Rocco e di Vitozza. Le porte d'accesso al parco sono situate presso il centro di documentazione del Polo museale di Sovana, presso il centro d'accoglienza dell'area archeologica e presso il museo del Medioevo e del Rinascimento della Fortezza Orsini a Sorano. Dal 2004 fa parte del sistema museale provinciale Musei di Maremma.
The Cities and Cemeteries of Etruria by George Dennis, published by John Murray, in London, 1848
Le Vie Cave tra Sovana e Pitigliano |Openstreets Mappa | Pitigliano e le vie Cave
Cicloturismo in Maremma | Itinerari in bici in Maremma
Le città del Tufo
Sorano - San Quirico - Madonna delle Grazie - Pitigliano - Sorano
Sulle strade dei campioni
Manciano - Pitigliano - Sorano - Sovana - San Martino sul Fiora - Saturnia - Montemerano - Scansa no - Pereta - Magliano in Toscana -
Marsiliana - Capalbi o - La Sgrilla - Manciano
La Maremma in bici tra Sorano, Pitigliano e San Quirico

[1] Foto di trolvag, CC BY-SA 3.0, Link
[2] Foto di renata testa,
[3] Foto di Giacomo_Boschi, licenziato sotto licenza Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0
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renata testa
Bibliografia
Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Le Lettere, Firenze, 1997.
Valentino Baldacci, I luoghi della Fede. Itinerari nella Toscana del Giubileo, Firenze, 2000.
Carlo Citter, Guida agli edifici sacri della Maremma, Nuova Immagine, Siena, 2002.
Giovanni De Feo, Le città del tufo nella valle del Fiora. Guida ai centri etruschi e medioevali della Maremma collinare, Laurum Editrice, Pitigliano, 2005.
Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1999.
Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995.
Claudia Cinquemani Dragoni, "Il Duomo di Sovana", "Le Antiche Dogane" Aldo Sara editore http://www.duepassinelmistero.com/Sovana.htm
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