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Il Cristo coronato di spine è un dipinto di Beato Angelico conservato presso la Cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Livorno. Si tratta di una tempera su tavola di datazione incerta, oscillante tra la seconda metà degli anni trenta e il 1450 circa.°[1][2]
Storia
La storia del dipinto è ignota; solo nel 1837 si ha notizia della sua presenza nella chiesa di Santa Maria del Soccorso a Livorno (con attribuzione a Giotto), donato da una famiglia locale che probabilmente l'aveva acquistato, nel 1799, all'asta dei Francesi dei beni trafugati in Vaticano e non selezionati per l'imbarco in Francia. Durante la seconda guerra mondiale il dipinto fu rubato ed in seguito venne recuperato.
Nel 1955 fu portato all'attenzione degli studiosi e del pubblico grazie ad una mostra su Beato Angelico che si tenne al Museo nazionale di San Marco. Venne inizialmente destinato al Museo civico Giovanni Fattori, come deposito da Santa Maria del Soccorso. In seguito è stato protagonista di altre esposizioni e nel 2006, in occasione del bicentenario dell'istituzione della Diocesi di Livorno, ha trovato collocazione in cattedrale.
Descrizione e stile
L'opera raffigura il volto di Gesù durante il calvario, coronato con spine e vestito di porpora.
Inizialmente era attribuito alla scuola di Giotto, ma nel corso degli ultimi decenni è stato definitivamente attribuito a Beato Angelico. Il primo ad avanzare questa ipotesi è stato Roberto Longhi[3], indicando come possibile datazione gli anni tra il 1430 ed il 1435; per altri studiosi risalirebbe invece al 1438, o ancora alla piena maturità dell'artista, verso il 1450[4].
Sul bordo della veste di Gesù si legge l'iscrizione REX REGUM D[OMI]N[U]S D[OM]I[NAN]T[IUM]. (Re dei re e Signore dei signori). Sull'aureola si trovano invece i monogrammi della Passione. Il Cristo è rappresentato in modo da suscitare un'intensa pietà fisica e religiosa nello spettatore, con grande rilievo dato al rosso, colore della Passione, che colora l'aureola, la veste, i rivoli di sangue che scendono dalla corona di spine, le labbra e gli occhi del Cristo. L'effetto è quello di una figura martoriata ma dignitosa nella sua regalità, che stimola la compassione dei fedeli.
La Cappella del Santissimo Sacramento
La tavola del Cristo coronato di spinedel Beato Angelico è stata esposta sull’altare della cappella del Santissimo Sacramento della cattedrale di S. Francesco domenica 26 novembre, in occasione dell’anno giubilare in cui la Diocesi di Livorno ricorda i suoi primi 200 anni di vita.[7]
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Beato Angelico, Palazzo Strozzi e Museo San Marco, Firenze, 2025
Beate Angelico è la prima grande mostra monografica su Beato Angelico a Firenze in oltre settant'anni. Offre un'opportunità unica per ripercorrere il percorso artistico del frate domenicano, dai suoi esordi nell'ambito del Gotico internazionale al suo ruolo di uno dei fondatori della pittura rinascimentale. Questa grande mostra, che presenta circa 150 opere provenienti da oltre 60 musei e collezioni private, è divisa in due sedi: la Fondazione Palazzo Strozzi, diretta da Arturo Galansino, e il Museo di San Marco, diretto da Carl Brandon Strehlke, curatore emerito del Philadelphia Museum of Art (ed ex curatore della mostra "Beate Angelico e la nascita del Rinascimento fiorentino" al Museo del Prado di Madrid nel 2019).[5]
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Palazzo Strozzi, Firenze
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Beato Angelico, mostra Palazzo Strozzi and Museo di San Marco, Firenze, 2025
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Museo di San Marco, veduta posteriore
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Beato Angelico, Pala della compagnia di San Francesco in Santa Croce (1428-1429) e Giudizio universale (1425-1428 circa), Museo di San Marco, Firenze [Beato Angelico, veduta della mostra, Palazzo Strozzi, Firenze, 2025 [2]
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Angelico introdusse la visione di Cristo sofferente come Re dell’Apocalisse, ispirata a icone di culto romane e a modelli fiamminghi. Il volto frontale, coronato di spine e reso con minuzia naturalistica, ha un impatto diretto, amplificato dalle iscrizioni tratte dai Vangeli e dall’Apocalisse. Repliche e adattamenti eseguiti da collaboratori come Benozzo Gozzoli e Benedetto Bonfigli diffusero queste immagini in formati ridotti, adatti alla contemplazione privata o collocati in tabernacoli domestici e celle conventuali.
L’immediatezza di queste immagini rendeva queste opere strumenti di meditazione e preghiera, capaci di suscitare una partecipazione intensa e personale[5].
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L’immagine isolata di Cristo, veduta della mostra Beato Angelico, Palazzo Strozzi, Firenze, 2025
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Le repliche e le rielaborazioni di collaboratori come Benozzo Gozzoli e Benedetto Bonfigli diffusero queste immagini in formati più piccoli, adatti alla contemplazione privata o alla collocazione in tabernacoli domestici e celle monastiche. L'immediatezza di queste immagini rese queste opere strumenti di meditazione e preghiera, in grado di suscitare un coinvolgimento intenso e personale. [5] Oltre al pannello di Angelico, sono esposti ritratti di Cristo di Benozzo Gozzoli, Dieric Bouts e Benedetto Bonfigli.
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Benozzo Gozzoli (attr.), «Cristo coronato di spine», 1450 circa, Assisi, Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco
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Bottega di Benedetto Bonfigli, «Cristo coronato di spine», testa di Cristo con la corona di spine, metà degli anni Sessanta del XV secolo, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
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Beato Angelico in Palazzo Strozzi en Museo di San Marco (26 settembre - 25 gennaio 2026) | Clicca qui per vedere le immagini della mostra »
Beato Angelico, Palazzo Strozzi | L'elenco delle opere esposte è disponibile qui.
Comunicato stampa | www.palazzostrozzi.org
Beato Angelo | The major exhibition on Beato Angelico in Florence: here are five works not to be missed

[0] Photo from book, Guido Cornini, Beato Angelico, Giunti, 2000, Public Domain, Link
[1] Alessandro Zuccari, Giovanni Morello, Gerardo De Simone (a cura di), Beato Angelico: l'alba del Rinascimento, Milano 2009, p. 214.
[2] Massimo Vezzosi, Pietà e memoria: sei sculture dal XIII al XVII secolo, Firenze 1999, p. 46.
[3] R. Longhi, Un dipinto dell'Angelico a Livorno, In Pinacotheca, 3, nov-dic, 1928.
[4] Guido Cornini, Beato Angelico, Giunti, 2000, p. 3.
[5] Comunicato stampa 24 settembre 2025 | www.palazzostrozzi.org
[6] Foto di Sailko, disponibile in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Internazionale
[7] La comune di Livorno | I duecento anni della Diocesi di Livorno e il “Cristo coronato di spine” del Beato Angelico | pdf
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