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Ponti di Badia  Veduta

Ponti di Badia [1]


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Ponti di Badia | Castiglione della Pescaia and the Provincial Nature Reserve Diaccia Botrona

   
   

La Riserva naturale Diaccia Botrona a Castiglione della Pescaia

La Riserva naturale Diaccia Botrona è una area naturale protetta della Toscana caratterizzata da un ambiente tipico palustre che occupa una parte della pianura tra la città di Grosseto e la località costiera di Castiglione della Pescaia. Ponti di Badia, agglomerato sorto nel punto in cui il fiume Bruna si congiunge con il torrente Ampio, nei cui pressi è situata l'isola Clodia con i resti dell'abbazia – da qui badia – di San Pancrazio al Fango, costruita sui resti della villa romana citata da Cicerone nel Pro Milone.

 

   
   

Mappa Ponti di Badia


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Ponti di Badia

Storia di Ponti di Badia


Un agglomerato era già esistente dai tempi degli Etruschi, e sembra che questo territorio sia stato in passato il porto dell'antica città di Vetulonia, che si affacciava sullo ormai scomparso Lago Prile, in comunicazione con il mare.[1] Durante il periodo romano, ivi sorgeva una villa romana, ad oggi scomparsa, fatta costruire da Publio Clodio verso la metà del I secolo a.C., circostanza ricordata anche da Cicerone nell'orazione intitolata Pro Milone:[1] tale evento conferì anche la denominazione all'antica isola del Lago Prile su cui sorgeva, Isola Clodia. Inoltre. la tradizione vuole che nella villa abbia risieduto Lesbia, la donna amata dal poeta Catullo.[1] Cicerone racconta come i Clodi, colpiti dalla bellezza del luogo, chiesero al proprietario Paconio di vender loro degli appezzamenti di terreno, ma al suo rifiuto, i Clodi, in tutta risposta, fecero occupare l'isola con delle navi e iniziarono comunque la costruzione della villa.[1] Il lago Prile, asciugatosi nei secoli successivi, è andato a formare l'area paludosa della Diaccia Botrona. Inoltre, i resti di ville romane in tutto il territorio fanno supporre che la Badiola fosse abitata dal fiore della nobiltà romana, un luogo d'elite utilizzato per trascorrervi le vacanze.[1]

In epoca altomedievale, una delle ville venne trasformata in convento, possedimento dell'abbazia di Sant'Antimo, che poi lo cedette all'abbazia di Sestinga nella seconda metà del XII secolo: il complesso monastico, noto come "Badia", darà poi il nome all'intero territorio circostante, nonché il centro abitato, che verrà chiamato "Badiola" o "Badia al Fango". Nella prima metà del XIII secolo la zona fu conquistata dai Lambardi di Buriano che aggiunsero questo territorio ai beni in loro possesso nella località di origine. Nel XIV secolo il territorio passò ai Pisani, i quali vi costruirono un attrezzato porto, conosciuto come Casa Galera dal tipo di imbarcazioni che vi ormeggiavano. Successivamente, terminata l'egemonia pisana, sorsero numerose controversie tra Grossetani e Castiglionesi per l'esercizio e il controllo delle attività di pesca e di raccolta del sale nell'antico Lago Prile; le controversie ebbero fine attorno sul finire del secolo con l'annessione di questa area al Principato di Piombino. Nella prima metà del XV secolo, il dilagare della malaria e le ricorrenti lotte tra varie fazioni per il controllo della pianura portarono ad un rapido abbandono del luogo, sia dagli abitanti che preferivano le aree collinari più salubri, sia dai religiosi dell'abbazia che si trasferirono in altre strutture conventuali. Fu nell'estate del 1448 che il paese conobbe la sua definitiva rovina: con la discesa in Maremma del re di Napoli Alfonso V d'Aragona, alla testa del proprio esercito, che muoveva verso Piombino per dare atto alla relativa battaglia, Badia al Fango fu messa a ferro a fuoco e distrutta, con gli abitanti rifugiati nei vicini centri. Mai più ricostruita e ripopolata del tutto, rimase attiva soltanto l'antica struttura ecclesiastica.

Nel XIX secolo la Badiola finì per essere utilizzata come tenuta di caccia dei granduchi di Lorena, che nella zona tra Castiglione della Pescaia e Grosseto possedevano anche la non lontana tenuta in cui attualmente sorge il Centro Allevamento Quadrupedi. Con le opere di bonifica attuate da Leopoldo II di Lorena e Leonardo Ximenes, inizia a svilupparsi un insediamento sul fiume Bruna, e proprio per la sua posizione, da allora è stato denominato Ponti di Badia.

         
Vista dell'Abbazia di San Pancrazio al Fango dal Padule   L'abbazia di San Pancrazio al Fango   Il Padule dall'Isola Clodia - panoramio

Vista dell'Abbazia di San Pancrazio al Fango

 

 

L'abbazia di San Pancrazio al Fango

 

 

Il Padule dall'Isola Clodia

 

Casa Rossa Ximenes e Diaccia Botrona dal Castello Castiglione della Pescaia   Casa Rossa Ximenes, Castiglione della Pescaia   La Casa Rossa Ximenes

Il Padule della Diaccia Botrona e la Casa Rossa Ximenes

 

  Casa Rossa Ximenes, Castiglione della Pescaia   La Casa Rossa Ximenes

Considerata una delle zone più belle dell’Italia, la Maremma occupa la parte più a sud della Toscana. Immerso nella quiete della campagna toscana, a pochi chilometri da Montalcino, si trova Podere Santa Pia, una casa vacanze circondata dagli aromi della macchia mediterranea e con un panorama di rara bellezza. La natura e i sentieri che la circondano vengono considerati il luogo ideale per chi ama il silenzio e la tranquillità.


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Colline sotto Podere Santa Pia

Podere Santa Pia

 

 
Podere Santa Pia, giardino
 
Colline sotto Podere Santa Pia

Anello Riserva Naturale della Diaccia Botrona - La Casa Rossa Ximenes - Baddia al Fango | Il sentiero n° 31 (RET 010)

 

Il sentiero n° 31 (RET 010)

 


Museo Multimediale della Casa Rossa Ximenes - Musei di Maremma | Scarica la versione pdf 

Traveling in Tuscany | La Riserva Naturale della Diaccia Botrona - The Natural Reserve of Diaccia Botrona (ingl.)




[1] Foto di Alienautic - Opera propria, Pubblico dominio, Collegamento

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