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Chianti, Toscana

Castello di Brolio, Gaiole in Chianti, Siena

Castello di Brolio, Gaiole in Chianti, Siena [1]

 

Toacana ] Galleria di immagini  
     
   
Castello di Brolio, Gaiole in Chianti, Siena

   
   

Castello di Brolio si trova nel comune di Gaiole in Chianti, nella provincia di Siena, in Toscana. Il castello di Brolio si trova in località Brolio, nei pressi di San Regolo, nel comune di Gaiole in Chianti, in provincia di Siena.

Il palazzo appartiene alla famiglia Ricasoli da quasi 800 anni. Il castello fu più volte distrutto durante le guerre tra Siena e Firenze. Fu ricostruita intorno all'anno 1500 dopo la distruzione da parte dell'esercito senese. Ora su un plinto pentagonale, sorgono sia il castello in pietra che il più grande palazzo in mattoni costruito in stile neogotico, principalmente sotto il patrocinio del barone Bettino Ricasoli.



Il castello di Brolio, giardino all'Italiana, Gaiole in Chianti Il castello di Brolio, mastio, Gaiole in Chianti Il castello di Brolio, le mura dietro la cappella di San Jacopo, Gaiole in Chianti Il castello di Brolio, edificio padronale, Gaiole in Chianti Edificio padronale nel Castello di Brolio, nel comune di Gaiole in Chianti
Immagini suggestive in una giornata piovosa del Castello di Brolio, Gaiole in Chianti [3]

Nel 1835 il barone Bettino Ricasoli incaricò l'architetto Pietro Marchetti di modificare il castello secondo il gusto del revival gotico, movimento romantico originato in Inghilterra. Questo fu trasformato da antica fortezza in maniero inglese, utilizzando il mattone come materiale principale, aprendo finestre in stile Tudor e inserendo torrette merlate estranee all'architettura locale.

Del castello vero e proprio si riconosce, come originale, soltanto il basamento del cassero, risalente ai primi anni del mille, mentre le mura ben conservate sono tipiche dell'architettura medievale rinascimentale. Le varie epoche sono facilmente distinguibili grazie al diverso uso dell'antico materiale costruttivo, la pietra serena, e il mattone.

Anche nella sistemazione del verde di Brolio, così come nell'architettura del complesso, si distinguono due zone d'epoca diversa: il giardino cinquecentesco all'italiana, con siepi di bosso e vialetti e il parco romantico ottocentesco, voluto dal botanico Simone Ricasoli. Questi fece piantare, attorno al castello, varie essenze botaniche d'importazione, tra le quali alcuni esemplari d'abete che oggi hanno raggiunto l'altezza di 30-40 metri.

Il ‘900 ha visto il crescente affermarsi dei Ricasoli come produttori e vinificatori e non sono mancate mete straordinariamente lontane per le loro spedizioni: negli anni ‘40 del secolo passato, i vini di Brolio raggiungevano tutti i continenti, dalla Repubblica Dominicana all'India, dalla Cina all'Arabia Saudita, dal Sud Africa al Guatemala, dalla Costa Rica a quelle che allora si chiamavano Afriche Britanniche.

Dal 1993 dirige l'azienda Francesco Ricasoli, 32º Barone di Brolio, artefice di una rinascita seguita ad un trentennio di proprietà straniera. Nel 1995 nella tenuta di Brolio fu girato il film Io ballo da sola di Bertolucci.

La cappella

 

Castello di brolio, san jacopo 01

[2]

 

Rinnovata nel 1867-1869, ha la facciata a capanna preceduta da una doppia scala in pietra; la lunetta del portale è ornata da un mosaico raffigurante il santo titolare. A destra dell'ingresso, l'iscrizione che ricorda la fondazione nel 1348.

L'interno, con cripta ove sono sepolti i membri della famiglia Ricasoli, presenta una navata divisa in tre campate voltate a crociera.

La zona dell'altare è ornata di mosaici eseguiti dal 1874 dalla Compagnia Venezia Murano[6], seguendo i bozzetti di Alessandro Franchi ancora conservati nel castello, dove era custodito anche il polittico trecentesco di Ugolino di Nerio con la Madonna col Bambino tra i santi Pietro, Paolo, Giovanni Battista e Giovanni Evangelista[3].



   
   

Mappa Castello di Brolio, Gaiole in Chianti, Sienai | Ingrandire mappa

 

 
   

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Gaiole in Chianti, Castello Brolio        

Anello – Castello di Brolio

 

       
         
         

La storia di Gaiole in Chianti


La storia di Gaiole in Chianti è strettamente legata alla sua posizione di nodo viario nelle comunicazioni tra il Chianti e il Valdarno superiore. Grazie a ciò divenne la sede del mercato dei vicini castelli.

Il suo primo ricordo si trova in una carta della Badia a Coltibuono risalente al 1086 ed a quell'epoca gli abitanti dei vicini castelli di Vertine, Montegrossi e San Donato in Perano iniziarono ad incontrarsi sul fondovalle, lungo il torrente Massellone per scambiarsi le merci; inizialmente il mercato era situato ai piedi del castello di Barbischio. Il mercato di Gaiole è citato in atti notarili fin dal 1215.

Nel XIV secolo Gaiole e la sua comunità entrarono a far parte della Lega del Chianti. Ancora nel XVIII secolo il mercato di Gaiole era un importante avvenimento per la zona come testimoniò nelle sue relazioni il granduca Pietro Leopoldo a seguito della visita fatta nel luglio 1773. Fino all'inizio del XIX secolo amministrativamente faceva parte della provincia di Firenze ma in epoca napoleonica, durante il Regno d'Etruria, venne inserito nel Dipartimento Senese e in provincia di Siena rimane tuttora. Per molti anni fu sindaco Bettino Ricasoli.

Nonostante tutto, al plebiscito del 1860 per l'annessione della Toscana alla Sardegna i "sì" non ottennero la maggioranza degli aventi diritto, con un astensionismo da record, sintomo dell'opposizione all'annessione[4].

Dopo la seconda guerra mondiale il territorio comunale fu investito dal fenomeno dello spopolamento delle campagne ma a partire dalla fine degli anni settanta le ex-case coloniche sono state progressivamente restaurate e oggi sono sede di agriturismi, e il turismo enogastronomico è la principale fonte di ricchezza per il territorio.

 

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Film in Toscana | Io ballo da sola (Stealing Beauty) (Bernardo Bertolucci, 1996)


[1] Photo by Mirella Bruni, published under a Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0) license.
[2] Foto di Sailko licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
[3] Stefania Cretella, Bettino Ricasoli, Pietro Marchetti e la Compagnia Venezia Murano: la storia dei mosaici della cappella di San Jacopo, in Crepuscoli dottorali, vol. 2, 2011, pp. 67-80.

 


Bibliografia

  • Barone Ricasoli, I vini e gli olj Ricasoli di Brolio in Chianti, Firenze, Tipografia Barbera, n.d.
  • Emanuele Repetti, Brolio in Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana, I Edizione, Firenze, 1846, Vol. I
  • Luigi Passerini, Genealogia e storia della famiglia Ricasoli, Firenze, 1861
  • Raffaele Cadorna, Il castello di Brolio; studio architettonico-militare, Roma, Vincenzo Bona, 1882
  • Antonio Casabianca, Le mura di Brolio in Chianti. Studio storico-critico, Siena, 1900
  • Antonio Casabianca, Notizie storiche sui principali luoghi del Chianti: Castellina, Radda, Gaiole, Brolio, ristampa, Roma, Multigrafica, 1976
  • Ovidio Guaita, Le ville della Toscana, Roma, New Compton editori, 1997.

 

Questo articolo è basato parzialmente sull'articolo Castello di Brolio  dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.